Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: martedì 9 agosto 2011

Una mattina di nuvolette e pappagalli verdi

La sera finisci di lavorare alle cinque, non piu’ tardi. Gia’ a quell’ora l’ufficio e’ semideserto. Esci senza timbrare alcun cartellino, perche’ dove lavori non conta il tempo che passi in ufficio ma gli obiettivi che raggiungi. Scendi una ventina di piani nel grattacielo dove lavori, e ti incammini verso la fermata dell’autobus. E’ pieno inverno ma te ne accorgi solo perche’ gli alberi non hanno le foglie e il sole sta tramontando cosi’ presto: fuori ci sono quattordici, quindici gradi. Si sta bene. Torni a casa, dieci minuti di bus dal centro, e per farlo attraversi uno dei ponti piu’ suggestivi del mondo, con una vista mozzafiato sulla baia e sull’Opera House.

La mattina ti svegli con calma, senza fretta. Puoi arrivare al lavoro piu’ o meno all’ora che vuoi. Scendi dal letto e vai in cucina a farti un bel caffe’. Mentre prepari la colazione guardi fuori, e vedi una bella mattina luminosa, un cielo di nuvolette bianche sopra le palme dei vicini. Sul cornicione saltellano due pappagalli verdi.

Ripensi alle mattine nebbiose bloccato nel traffico di Mestre, verso un lavoro che ti faceva cagare, mentre pensavi che dovevi trovare una via d’uscita per non finire la tua vita imbottigliato li’. Rivivi le code sulla Kingsford Smith Drive di Brisbane, col tuo furgone sgangherato, e la voglia di avventura dei primi anni, di Giappone gli ultimi. Ti ritrovi nella calca dei salaryman sulla Yamanote line di Tokyo. Ricordi ogni dettaglio, in fondo era la tua vita fino a qualche mese fa: sveglia alle 6:40, uscita di casa alle 7:28 di corsa all’ultimo secondo allacciandosi le scarpe in ascensore, treno alle 7:35, coincidenza a Shinagawa alle 7:47, bus aziendale da prendere alle 8:05 o 8:10, timbratura del cartellino tra le 8:17 e le 8:20, con 10-15 minuti di buffer perche’ se timbravi alle 8:31 ti scalavano mezza giornata di ferie, e se uno dei mezzi era in ritardo eri fottuto.

Ritorni alla realta’, col tuo caffellatte fumante in mano, mentre i pappagallini davanti alla tua finestra volano via. E ripensi che si, in fondo non ti e’ andata poi cosi’ male.

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