Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Questo matrimonio non s’a(veva) da fare

Dunque dunque dunque… si parlava di distanza. La soluzione l’ha piu’ o meno detta Alberto ieri, anche se si tratta in realta’ di Balmoral beach e la distanza e’ di circa 6Km in linea d’aria.

Ma perche’ vi ho detto cio’? I motivi in sostanza sono tre. Il primo, per tirarmela. Il secondo, perche’ ieri sera tra le 18:02 e le 18:08 non avevo nulla da fare, quindi mi sono armato di Google Earth e ho fatto un paio di confronti, che oggi vado ad illustrarvi.

Tipo, ad esempio: se dalla Sydney Tower alla prima spiaggia paradisiaca sono 6 Km in linea d’aria, dove arriveresti se fossi a Parigi? Risposta: dalla Torre Eiffel alla… stazione dei treni, la gare de Paris. (Ma sapete come si dice no, se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari. O una piccola Sydney, in questo caso.)

E a Roma? Se partiamo dal Colosseo, non a 6 ma a 10km in linea d’aria possiamo arrivare al… Grande Raccordo Anulare! A Londra invece da Buckingham Palace all’aeroporto fanno poco piu’ di 15km. A New York se partiamo da Time square arriviamo alla statua della liberta’ dopo 9.74Km spaccati.

A Tokyo poi, beh… La metropoli tentacolare non sarebbe neppure da prendere in considerazione: troppo immensa, troppo fuori scala per calcolarne le distanze. Ma se proprio vogliamo provarci (e c’abbiamo provato), 6Km sono la distanza tra la Tokyo tower e l’uscita Kabukicho della stazione di Shinjuku. Ecco, con questa abbiamo piu’ o meno completato la carrellata.

…dite che sto imbrogliando penosamente, che non ho contato citta’ che danno sul mare come Rio o Barcellona?

Beh, cari lettori… che volete farci. Questo e’ il terzo motivo per cui ho scritto il post di ieri: per autosuggestione. In questi difficili momenti ho bisogno assoluto di autoconvincermi che aver lasciato Tokyo sia stata la scelta giusta. Che sono finito in un posto migliore, che sono e saro’ piu’ felice. Che era giusto cosi’.

In questo periodo la mia vita sembra una di quelle commedie d’amore di terza categoria dove sul far del finale uno dei due protagonisti decide di sposarsi con la persona “sbagliata” pur essendo innamorato dell’altro/a protagonista. Solo che in questo caso uno dei protagonisti sono io, e l’altro e’ una Metropoli da 36 milioni di abitanti.

Certo che, minchia ragazzi… avete idea quanto mi sarebbe costato un letto matrimoniale a trentasei milioni di piazze?

Meno un mese al periodo della spiaggia, qui in Australia. Oggi sono andato al lavoro in maniche di camicia, la primavera e’ alle porte. Bene cosi’. Su, su.

 

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25 risposte a “Questo matrimonio non s’a(veva) da fare

  1. Tonari giovedì 11 agosto 2011 alle 11:18 am

    Stamattina sul motorino ho incrociato una ferma al semaforo, quella gonnellina svolazzante, quel fisichino esile… tu non ti rendi conto…

    lol

    Dai che ti è andata bene.

  2. Liven giovedì 11 agosto 2011 alle 11:52 am

    Albino, ricordati sempre il primo post che ti ho scritto ( se lo cerchi è quello con circa 58 “non mi piace”) e magari con la formula “tu stai peggio di me” vedrai che cominci ad apprezzare Sidney seriamente ^^( e ricorda anche che tu non hai suocere che ti abitano vicino…Immaginati una suocera giapponese poi…;-) Dai che vivi in un paradiso, su su, devi solo darti il tempo di adattarti !!!

  3. Akanishi giovedì 11 agosto 2011 alle 3:58 pm

    Ho la netta impressione che lì a Sydney ti stai annoiando.
    Ma vedila così, a Shinjuku fanno ancora 0.06 microsievert / ora… Goditi i pappagallini sulla finestra, e ringrazia.

  4. james76 giovedì 11 agosto 2011 alle 5:27 pm

    Forza Albino!! Io sono sposato e non riesco a convincere mia moglie a trasferirsi,tu invece da solo puoi decidere sempre cosa è meglio per te. Perché secondo te molti di noi sognano l’australia e non il giappone? Tra un mese tu sarai pronto per aussi scatenate e noi al massimo per il cappotto..buona giornata

  5. giovedì 11 agosto 2011 alle 5:33 pm

    Non ho mai visto dal vivo né vissuto a Tokyo (putroppo) e quello che so dell’atmosfera magica e malinconica di quella città l’ho imparato leggendo quintalate di manga (dici che mi sono autosuggestionata?!) per cui posso solamente immaginare a grandi linee i tuoi sentimenti contrastanti dovuti al divorzio dalla metropoli tentacolare ma…credo che Sydney possa essere una brava amante che imparerai ad amare come una moglie 😛
    Si insomma quello che voglio dire è che secondo me hai fatto bene a cambiare e hai cambiato in meglio!!
    Un abbraccio e..coraggio che il periodo delle spiagge sta arrivando! 😀
    (e qui invece nonostante ci sia il sole tira un venticello freddo che te lo raccomando…che agosto del ca….=_=)

  6. 7eo giovedì 11 agosto 2011 alle 5:47 pm

    albino io te l’avevo detto che secondo me Tokyo ti sarebbe mancata..manca a me che ci sono stato per molto meno tempo figurati a te che ci hai lavorato e vissuto per 2 anni. Sicuramente con il tempo ti passerà questa nostalgia, ma non del tutto..e tu lo sai bene..devi imparare a conviverci!..L’ideale sarebbe avere i ritmi lavorativi australiani in Giappone per goderselo meglio, ma purtroppo la perfezione non esiste. L’unica cosa (banale) che mi vien da dirti è RESISTI RESISTI e RESISTI..e cerca di non rimuginare troppo con la mente altrimenti non ne esci..ce lo insegni tu, fatta una scelta bisogna seguirla. Tenendo sempre in mente che se vuoi, puoi sempre tornare indietro..e magari sarà la volta che affronterai la metropoli tentacolare con più consapevolezza

  7. Fabiusli giovedì 11 agosto 2011 alle 6:42 pm

    Tokyo è un virus, una droga. Una volta che ti sei ammalato, puoi pensare di averlo debellato dal tuo sistema ma in realtà se ne resta lì, dormiente, a pizzicarti dietro la nuca ogni tanto, giusto per farti sapere che non se ne andrà.

    Invece di continuare a ripeterti di aver fatto la scelta giusta, ammetti la tua “dipendenza” verso la Città Tentacolare e rifletti anche dove, sul lungo periodo, ti avrebbe portato: probabilmente in un posto niente affatto confortevole.

    Magari non hai deciso per il meglio, ma ha deciso per il tuo bene. Un giorno ti ringrazierai. 😀

  8. Ramal giovedì 11 agosto 2011 alle 9:02 pm

    Beh,puoi sempre tornarci 🙂
    A volta si molla il fidanzato o la fidanzata perchè era insopportabile,ma dopo ci si rende conto che si amava davvero e che ci manca e si puo’ sempre tornare indietro.Magari non subito,ma puoi sempre riflettere su questa cosa.Non forzare te stesso.
    Ciao.

    • Gimmo giovedì 11 agosto 2011 alle 11:57 pm

      personalmente chi torna dalla fidanzata dicendo “non so stare senza te” ha fatto una cagata. la molli? punto. ne paghi le conseguenze. facile dire POI che era importante. sperando lei sia li’ ad aspettarti. hai mollato Tokio? bene, finita. fattene una ragione.
      Non e’ cattiveria eh 😀 ma e’ normalissimo essere presi male appena all’inizio di un nuovo trasferimento. pero’ tornare indietro, nella vita, mai. te ne accorgerai quando finirai di leggere il tuo primo libro comprato in AUS, e ti dirai: “a tokio non avrei fatto nemmeno in tempo ad iniziarlo”.
      in bocca al lupo, ingegnere!!!

  9. adri giovedì 11 agosto 2011 alle 9:18 pm

    oltre barcellona o rio, non hai messo napoli, che abbiamo il mare a 100metri dalle abitazioni, abbiamo il vesuvio a pochi km, abbiamo ischia,capri, procida a pochi km, abbiamo posillipo, il centro storico, napoli sotterranea

    bhe hai scritto per autoconvincerti 😉

  10. susannatuttapanna giovedì 11 agosto 2011 alle 10:46 pm

    chissà che capriole in quel letto

  11. yu venerdì 12 agosto 2011 alle 5:14 am

    l’azienda british per cui lavori non ha mica sedi in giappone?
    se proprio ti manca potresti valutare un trasferimento fra qualche tempo……..

  12. Pierre venerdì 12 agosto 2011 alle 1:47 pm

    Vivo a Tokyo e ho visitato Sydney, come dire…io non mi sarei mai spostato. L’Australia dopo un po’ e’ di una noia mortale, specie la sera.

    • albino venerdì 12 agosto 2011 alle 3:48 pm

      Neanche se a Sydney prendessi di piu’ di quanto prendeva il tuo direttore giapponese? (e piu’ di quanto avresti preso tu stesso restando in Giappone (o in Italia) tutta la vita?).

      Neanche se in Giappone la tua vita lavorativa fosse stata un vicolo cieco, mentre a Sydney ti offrivano la possibilita’ di essere piu’ senior di quanto lo saresti mai stato in Giappone a 60 anni?

      Neanche se in Giappone lavorando per un’azienda giappa avessi avuto 10 giorni di ferie pagate l’anno COMPRESA MALATTIA, mentre a Sydney the ne offrivano 20, piu’ 10 di personal leave da prendere a cazzo come giorni singoli, piu’ indefiniti giorni di lavoro da casa, piu’ compensazione con un giorno di ferie ogni 8 ore di staordinario fatte?

      Mah. A me Sydney non sembra cosi’ noiosa, e’ solo una citta’ che non e’ Tokyo. Vabbe’. Ma la vita e’ lunga, e io in Giappone, se ci torno, voglio tornarci come dico io. Da gaijin di alta classe, con casa pagata a Hiroo o dintorni e macchina aziendale, stipendio da favola e condizioni di lavoro all’occidentale. La vita del salaryman l’ho fatta per due anni, ora so cosa vuol dire e ti dico: no grazie.

      Poi se tu se tu scegli Tokyo ok, ti capisco benissimo, ma magari non hai le mie stesse aspirazioni di carriera, o se le hai magari lavori in un ramo che ti permette di fartene una in Giappone. Io purtroppo non sono stato cosi’ fortunato: le ditte ferroviarie in Giappone sono solo giapponesi.

      • Pierre venerdì 12 agosto 2011 alle 4:06 pm

        Dipende dal ramo. Comunque per le ferie meglio l’Australia.

        • albino venerdì 12 agosto 2011 alle 4:46 pm

          Non ne avevo dubbi.
          Io stesso se in Giappone avessi lavorato per la stessa societa’ per cui lavoro adesso, alle stesse condizioni, con le stesse prospettive per il futuro e per gli stessi soldi, non ci avrei pensato due volte e sarei rimasto li’.

          Pero’ l’esperienza nell’azienda giappa era una cosa da fare nella vita, non lo nego. Un’esperienza unica e irripetibile. Tornassi indietro la rifarei cento volte.

  13. elicarmi mercoledì 24 agosto 2011 alle 9:40 pm

    le esperienze si fanno anche per copnfronto e per rendersi conto di cose sia negative che positive…poi ognuno fa le sue valutazioni…

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