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Archivi giornalieri: mercoledì 31 agosto 2011

Parliamo di pensioni: il caso albino

Parte prima – Povera Italia

Leggere le news dall’Italia ultimamente mi provoca reazioni contrastanti. Da una parte, mi sembra di essere seduto in poltrona a guardare un film dell’orrore con protagonisti la mia famiglia e i miei amici. Beh, la mia famiglia un po’ meno visto che i miei sono dei recentissimi pensionati e hanno fatto in tempo a salvarsi… ma penso agli amici che hanno fatto il militare e/o l’universita’, a tutti quelli che stanno forzatamente dando contributi alla comunita’ e che un giorno non avranno nessuna pensione. Penso ai vicini di casa dei miei, i famosi baby pensionati degli anni ’80 e ’90, gente di settant’anni che e’ in pensione da venti, e che ha succhiato e succhiera’ molto piu’ di quello che abbia dato. Non sto dicendo che sia (tutta) colpa loro, intendiamoci: e’ colpa della classe politica incompetente e assassina che governa il paese da Craxi in poi. Sto parlando di quelli che stanno uccidendo il futuro del mio paese, dei miei coetanei e di quelli che verranno dopo.

L’altra reazione che mi sorge spontanea e’ che… beh, mi viene un po’ da ridere. Leggo le news e scopro che ogni giorno il governo si rimangia quello che ha detto il giorno prima. Rido perche’ sono quasi comici, nel loro essere cosi’ palesemente cialtroni. Perché i soldi devono saltare fuori, no? E allora, le tagliamo una buona volta ‘ste cazzo di province, ‘sti cazzo di piccoli comuni, ‘sti cazzo di parlamentari? Si, ma solo in parte pero’. Ah, ok. Le province sotto i 300mila abitanti. Anzi no, senno’ salta Belluno: allora sotto i 300mila ma sotto anche una soglia di superficie. No, contrordine: le province non le tagliamo. Anzi si, contrordine: le tagliamo tutte. Ma solo per via costituzionale (un modo come un altro per non far avverare mai il proposito).

E i comuni? Si. Anzi no. Anzi si, anzi forse. E i parlamentari? Stessa storia: si, anzi no, anzi si, anzi no, fallo tu, no lo devi fare tu, eh ma tu non l’hai fatto prima, ecco vedi come sei – io c’avevo provato ma mi hai fatto fallire il referendum, ok allora lo faccio io… vado eh! Guarda che lo faccio!

Siamo proprio alle comiche. E senza contare poi il contributo di solidarieta’, la tassa ai ricchi, la tassa ai poveri, il ticket, gli ordini professionali, le pensioni che non si toccano, le pensioni che si toccano. Le donne che vanno in pensione come gli uomini: ma anzi no, perche’ se mi conti il militare allora gli uomini vanno in pensione un anno dopo. E alla fine, le cose che dovevano toccare veramente, tipo i capitali riportati in Italia con l’ultimo scudo fiscale… quelli no, quelli non si toccano. Un chiaro messaggio per quei due o tre che non avevano ancora capito che chi tira i fili di questa classe politica di burattini lo fa dagli yatch degli industriali ormeggiati in Costa Smeralda, o dalle ville dei mafiosi di nord e sud.

Parte seconda – Il caso albino

Prendiamo la mia esperienza lavorativa. Dopo la laurea io ho lavorato per 3 anni e rotti in Italia, versando regolarmente i contributi per la pensione. Quei contributi naturalmente non li vedro’ mai piu’, gli ho gia’ fatto ciaociao col fazzoletto da anni ormai. Erano soldi miei ma andranno a chissa’ chi, e vabbe’.

In Australia invece come funziona. Qui i contributi per la pensione sono (1) obbligatori e (2) sono il 9% dello stipendio lordo che prendi all’anno. Solo che non li versi tu: li versa per legge l’azienda che ti assume. Lo stipendio ti viene contato senza quel contributo, che e’ a parte.

Quei soldi sono TUOI, ma non li puoi toccare fino all’eta’ della pensione (quindi non si va ad anni di contributi ma ad età anagrafica, come in Giappone dove a 60 anni vai in pensione e prendi a seconda di quello che hai versato). Quei soldi sono tuoi: significa che li vedi, sai quanto hai, hai un username e una password con cui puoi accedere al tuo fondo pensione e puoi vedere quanto hai, quanto prendi di interesse, quanto viene versato. Se non sei contento di come te li gestiscono, puoi cambiare fondo, puoi cambiare agente… e’ come per le assicurazioni private.
Alla fine della tua carriera, quando vai in pensione, puoi decidere di avere un vitalizio o di ritirare la somma completa e andartene a vivere alle Bahamas (se hai fatto i soldi), o a Borbiago (se non li hai fatti), o a fanculo (a seconda dei gusti).

Facciamo due conti per vedere di quanto stiamo parlando. Ho buttato giu’ un foglio excel usando come base uno stipendio medio italiano con i vari scatti di carriera medi, e ho contato quanto uno prenderebbe di pensione se fosse in vigore il sistema australiano. Ho usato come modello un impiegato, laureato, dai 26 ai 60 anni. Ho contato che il fondo pensione renda un costante 2.5% al di sopra dell’inflazione (che non ho contato per semplicita’, contando che un fondo serio si aggiorni restando al passo con l’inflazione), tanto per essere in linea con gli interessi dei fondi pensione a lungo termine che applicano in Italia e non sparare cifre assurde. In totale, contando gli interessi composti e tutto, mi viene un fondo pensione di circa 410mila euro. Ora, a 60 anni questo (quasi) mezzo milioncino lo potete ritirare in una botta unica, o ve lo potete spalmare un tot al mese. Se volete uno stipendio di 1300 euro al mese, i soldi vi bastano per piu’ di 25 anni, ovvero fino a quando compite 85 anni. Vi sembra cosi’ male?

(oppure, se volete, potete lasciare 200 mila euro nel fondo e chiedere un vitalizio di 700 euro al mese, e con i restanti 200mila euro vi potete fare una villetta in riva al mare in Brasile, o in Thailandia, e finire i vostri giorni all’avventura in un paese esotico. Per dire).

Ma la cosa che vorrei sottolineare di nuovo e’ che quei soldi sono vostri: non vanno in un calderone dove tutti buttano e alcuni se ne approfittano, tipo la madre del mio amico che e’ andata in pensione a 37 anni, quando ero alle medie (Insegnante, 15 anni 6 mesi e un giorno di contributi), e che ora a 60 anni ha vissuto meta’ della sua vita sulle spalle del suo prossimo, e se tutto le va bene ne vivra’ altrettanti e molti di piu’ sempre a spese di Pantalone.

La morale qui in Australia e’ che prendi quello che hai versato, prendi il tuo. Se disgraziatamente muori giovane, i tuoi eredi giustamente ereditano la pensione che non hai riscosso, mentre se vivi mille anni sei una persona fortunata, ma sono in fondo anche lievemente cazzi tuoi, no? Se vivi fino a 95 anni si presume che tu ti sia messo via qualcosa, stronzo matusa che non sei altro, o che tu ti sia spalmato diligentemente la pensione in conseguenza della tua longevita’, o che a 60 anni tu non ti sia seduto sugli allori ma abbia continuato a lavoricchiare piu’ o meno seriamente. Perche’ diciamolo, se non hai pensato al tuo futuro o se ti sei speso tutto a 80 anni a puttane, perche’ mai dovrebbe rimetterci il prossimo tuo?

E allora. Smettiamola di raccontarci le favolette una buona volta, buonisti ipocriti che non siamo altro: Non e’ un esempio fantastico di democrazia e civilta’ quando nessuno ne approfitta?

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