Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Parliamo di pensioni: il caso albino

Parte prima – Povera Italia

Leggere le news dall’Italia ultimamente mi provoca reazioni contrastanti. Da una parte, mi sembra di essere seduto in poltrona a guardare un film dell’orrore con protagonisti la mia famiglia e i miei amici. Beh, la mia famiglia un po’ meno visto che i miei sono dei recentissimi pensionati e hanno fatto in tempo a salvarsi… ma penso agli amici che hanno fatto il militare e/o l’universita’, a tutti quelli che stanno forzatamente dando contributi alla comunita’ e che un giorno non avranno nessuna pensione. Penso ai vicini di casa dei miei, i famosi baby pensionati degli anni ’80 e ’90, gente di settant’anni che e’ in pensione da venti, e che ha succhiato e succhiera’ molto piu’ di quello che abbia dato. Non sto dicendo che sia (tutta) colpa loro, intendiamoci: e’ colpa della classe politica incompetente e assassina che governa il paese da Craxi in poi. Sto parlando di quelli che stanno uccidendo il futuro del mio paese, dei miei coetanei e di quelli che verranno dopo.

L’altra reazione che mi sorge spontanea e’ che… beh, mi viene un po’ da ridere. Leggo le news e scopro che ogni giorno il governo si rimangia quello che ha detto il giorno prima. Rido perche’ sono quasi comici, nel loro essere cosi’ palesemente cialtroni. Perché i soldi devono saltare fuori, no? E allora, le tagliamo una buona volta ‘ste cazzo di province, ‘sti cazzo di piccoli comuni, ‘sti cazzo di parlamentari? Si, ma solo in parte pero’. Ah, ok. Le province sotto i 300mila abitanti. Anzi no, senno’ salta Belluno: allora sotto i 300mila ma sotto anche una soglia di superficie. No, contrordine: le province non le tagliamo. Anzi si, contrordine: le tagliamo tutte. Ma solo per via costituzionale (un modo come un altro per non far avverare mai il proposito).

E i comuni? Si. Anzi no. Anzi si, anzi forse. E i parlamentari? Stessa storia: si, anzi no, anzi si, anzi no, fallo tu, no lo devi fare tu, eh ma tu non l’hai fatto prima, ecco vedi come sei – io c’avevo provato ma mi hai fatto fallire il referendum, ok allora lo faccio io… vado eh! Guarda che lo faccio!

Siamo proprio alle comiche. E senza contare poi il contributo di solidarieta’, la tassa ai ricchi, la tassa ai poveri, il ticket, gli ordini professionali, le pensioni che non si toccano, le pensioni che si toccano. Le donne che vanno in pensione come gli uomini: ma anzi no, perche’ se mi conti il militare allora gli uomini vanno in pensione un anno dopo. E alla fine, le cose che dovevano toccare veramente, tipo i capitali riportati in Italia con l’ultimo scudo fiscale… quelli no, quelli non si toccano. Un chiaro messaggio per quei due o tre che non avevano ancora capito che chi tira i fili di questa classe politica di burattini lo fa dagli yatch degli industriali ormeggiati in Costa Smeralda, o dalle ville dei mafiosi di nord e sud.

Parte seconda – Il caso albino

Prendiamo la mia esperienza lavorativa. Dopo la laurea io ho lavorato per 3 anni e rotti in Italia, versando regolarmente i contributi per la pensione. Quei contributi naturalmente non li vedro’ mai piu’, gli ho gia’ fatto ciaociao col fazzoletto da anni ormai. Erano soldi miei ma andranno a chissa’ chi, e vabbe’.

In Australia invece come funziona. Qui i contributi per la pensione sono (1) obbligatori e (2) sono il 9% dello stipendio lordo che prendi all’anno. Solo che non li versi tu: li versa per legge l’azienda che ti assume. Lo stipendio ti viene contato senza quel contributo, che e’ a parte.

Quei soldi sono TUOI, ma non li puoi toccare fino all’eta’ della pensione (quindi non si va ad anni di contributi ma ad età anagrafica, come in Giappone dove a 60 anni vai in pensione e prendi a seconda di quello che hai versato). Quei soldi sono tuoi: significa che li vedi, sai quanto hai, hai un username e una password con cui puoi accedere al tuo fondo pensione e puoi vedere quanto hai, quanto prendi di interesse, quanto viene versato. Se non sei contento di come te li gestiscono, puoi cambiare fondo, puoi cambiare agente… e’ come per le assicurazioni private.
Alla fine della tua carriera, quando vai in pensione, puoi decidere di avere un vitalizio o di ritirare la somma completa e andartene a vivere alle Bahamas (se hai fatto i soldi), o a Borbiago (se non li hai fatti), o a fanculo (a seconda dei gusti).

Facciamo due conti per vedere di quanto stiamo parlando. Ho buttato giu’ un foglio excel usando come base uno stipendio medio italiano con i vari scatti di carriera medi, e ho contato quanto uno prenderebbe di pensione se fosse in vigore il sistema australiano. Ho usato come modello un impiegato, laureato, dai 26 ai 60 anni. Ho contato che il fondo pensione renda un costante 2.5% al di sopra dell’inflazione (che non ho contato per semplicita’, contando che un fondo serio si aggiorni restando al passo con l’inflazione), tanto per essere in linea con gli interessi dei fondi pensione a lungo termine che applicano in Italia e non sparare cifre assurde. In totale, contando gli interessi composti e tutto, mi viene un fondo pensione di circa 410mila euro. Ora, a 60 anni questo (quasi) mezzo milioncino lo potete ritirare in una botta unica, o ve lo potete spalmare un tot al mese. Se volete uno stipendio di 1300 euro al mese, i soldi vi bastano per piu’ di 25 anni, ovvero fino a quando compite 85 anni. Vi sembra cosi’ male?

(oppure, se volete, potete lasciare 200 mila euro nel fondo e chiedere un vitalizio di 700 euro al mese, e con i restanti 200mila euro vi potete fare una villetta in riva al mare in Brasile, o in Thailandia, e finire i vostri giorni all’avventura in un paese esotico. Per dire).

Ma la cosa che vorrei sottolineare di nuovo e’ che quei soldi sono vostri: non vanno in un calderone dove tutti buttano e alcuni se ne approfittano, tipo la madre del mio amico che e’ andata in pensione a 37 anni, quando ero alle medie (Insegnante, 15 anni 6 mesi e un giorno di contributi), e che ora a 60 anni ha vissuto meta’ della sua vita sulle spalle del suo prossimo, e se tutto le va bene ne vivra’ altrettanti e molti di piu’ sempre a spese di Pantalone.

La morale qui in Australia e’ che prendi quello che hai versato, prendi il tuo. Se disgraziatamente muori giovane, i tuoi eredi giustamente ereditano la pensione che non hai riscosso, mentre se vivi mille anni sei una persona fortunata, ma sono in fondo anche lievemente cazzi tuoi, no? Se vivi fino a 95 anni si presume che tu ti sia messo via qualcosa, stronzo matusa che non sei altro, o che tu ti sia spalmato diligentemente la pensione in conseguenza della tua longevita’, o che a 60 anni tu non ti sia seduto sugli allori ma abbia continuato a lavoricchiare piu’ o meno seriamente. Perche’ diciamolo, se non hai pensato al tuo futuro o se ti sei speso tutto a 80 anni a puttane, perche’ mai dovrebbe rimetterci il prossimo tuo?

E allora. Smettiamola di raccontarci le favolette una buona volta, buonisti ipocriti che non siamo altro: Non e’ un esempio fantastico di democrazia e civilta’ quando nessuno ne approfitta?

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25 risposte a “Parliamo di pensioni: il caso albino

  1. Tonari mercoledì 31 agosto 2011 alle 11:47 am

    E i due anni in Giappone te li sei poi fatti dare?

  2. albino mercoledì 31 agosto 2011 alle 11:53 am

    Hai due anni per farteli dare, ma non puoi se prima non ricevi la carta coi contributi che arriva in dicembre… non ricordo piu’ come si chiama. Comunque sia, posso chiederli da gennaio. Ma sara’ una miseria, se lavori per due anni ti danno indietro qualche decina di migliaia di yen o poco piu’…

  3. arisio mercoledì 31 agosto 2011 alle 2:34 pm

    Sacconi, il genio che ha proposto il papocchio del mancato riscatto di naja e universita’ oggi riunisce non so bene chi per verificare non si sa bene cosa, quindi probabile cassino l’intera faccenda che andava ad intaccare categorie piuttosto potenti (medici, avvocati….)…e ti pareva.

    A.

  4. Bh3o81 mercoledì 31 agosto 2011 alle 3:12 pm

    Albino, tu non ci crederai ma sai dove abito io? A Borbiago!

  5. Mami mercoledì 31 agosto 2011 alle 7:19 pm

    E’ uno schifo guarda =_=;; I miei continuano a dirmi di emigrare… e se non fosse che mi sentirei terribilmente in colpa per loro (sono figlia unica) l’avrei già fatto da un po’! Eppure più passa il tempo più mi convinco di volerci provare…

  6. um mercoledì 31 agosto 2011 alle 7:53 pm

    Regalare 25-30k euro all’INPS mi è sempre sembrata una gran stronzata. Ancora ricordo le discussioni post-laurea su questo argomento, triste vedere gente giovane pensare già alla pensione in questi termini (i.e. cercare un modo per andarci prima, quando hai davanti ancora una vita di lavoro) e molto più triste vedere gente non del tutto analfabeta che butta soldi non avendo la minima certezza su cosa riceverà in cambio.

    Molto triste anche fare il confronto tra italia e Australia, da una parte c’è l’incertezza completa/mancanza di informazioni e dall’altra c’è trasparenza all 100%, regole chiare, sensazioni di possedere quelli che sono TUOI soldi, possibilità di prendere decisioni (non hai parlato dei fondi pensione istituiti qualche anno fa in italia e gestiti in modo completamente non trasparente, un’altra cosa che ci riserverà belle sorprese in futuro).

  7. Mary mercoledì 31 agosto 2011 alle 9:04 pm

    bisogna prendere coraggio, lasciare chi ti dice “ma si, qui in Italia l’importante è che hai un lavoro…chettefrega”, e partireeeeeeeeee 🙂 magari con uno spray anti ragni australiani..

  8. The Witch Of Oz mercoledì 31 agosto 2011 alle 10:28 pm

    c’è tutto il fatto che in italia l’inps paga le malattie, la disoccupazione ecc… sono tutti soldi che da dove escono se ognuno ri ha quello che ha versato e solo quello che ha versato?
    in australia non esiste maternità (stanno facendo ora la legge se non erro) e se ti dai malato mi sembra (non voglio dire ca***te) che non ti paghino. insomma funziona un po’ tutto diversamente…
    senza contare che appunto non ci sono i matusa in pensione da 30 anni che hanno versato 15 anni di contributi o i parlamentari che vanno in pensione dopo 4 anni…

    • albino mercoledì 31 agosto 2011 alle 11:31 pm

      Non è assolutamente vero! C’è la maternità, c’è tutto! Pensa che se resti incinta e sei una ragazza madre ti danno 1100$ al mese per il mantenimento del figlio!
      In italia è un carrozzone ignobile in cui tutti hanno diritto a tutto, e alla fine vedi cos succede… Che voi non avrete niente!

  9. from uk mercoledì 31 agosto 2011 alle 11:32 pm

    Tristissimo vedere come in australia ci sia un sistema nettamente superiore(che può essere migliorata ancora un pò) mentre qui ci ritroviamo senza niente per colpa di qualche idiota che ha fatto scelte(?) idiote anni fa.

    Sono a favore dell’innalzamento dell’età pensionabile(non ora fra almeno 5 anni) perché l’aspettativa di vita é più alta, basta prendere una foto vecchia per confrontare i 30 enni di 40 anni fa con quelli di adesso.

    Prima di pagare i contributi allo stato italiano preferirei mettermeli da parte e farmi da solo una pensione sul modello aus, se prenderò poco pace.

    • LucaS venerdì 2 settembre 2011 alle 5:09 pm

      Tralasciando le pensioni anticipate che tutti concordano siano un abominio creato solo per motivi politico-elettorali, ma siete veramente convinti che lavorare fino a 65-70 anni come vorrebbero politici e industriali sia sensato ?
      Ma veramente pensate che la produttività aziendale non verrebbe intaccata ? Che un 65enne (ma già un 60enne) sia in grado di lavorare e produrre come un 30enne (con già 4-5 anni di esperienza) o un 35enne (con 10) ?
      Tra l’altro ogni volta che si parla di aumentare l’età pensionabile NESSUNO spiega come fare per i posti che una volta si sarebbero liberati col pensionamento andando ai giovani e ora rimarrebbero bloccati per altri anni.
      Per tot anni di transizione il problema della disoccupazione giovanile aumenterebbe ancora in maniera sensibile.
      E non venite a dirmi che i soldi risparmiati sarebbero spesi in politiche “di sviluppo” perchè non sappiamo nemmeno cosa siano e come farle.

      Il vero problema è il mondo sommerso, dell’evasione fiscale (grande e piccola) fatta dall'”italiano furbo” e del lavoro nero.
      Quelle sono le vere risorse che vanno tirate fuori e investite.
      Perchè sistema contributivo o meno un pensionato prende sempre e comunque stipendi “ridotti” non vive certo da nababbo.

  10. Atestaingiù giovedì 1 settembre 2011 alle 2:04 am

    Prima si andava in pensione a 35 anni, tra poco a 70… Ma giusto da noi succede roba del genere, davvero… Se non fosse una cosa seria ci sarebbe da ridere…

    Io comunque col cavolo che resto qua a regalare i soldi miei a chissà chi… Finito di studiare me ne vado da qualche parte all’estero, a Taiwan, in America, oppure in Giappone, almeno i soldi che guadagno poi me li ritrovo…

  11. Fabiusli giovedì 1 settembre 2011 alle 3:42 am

    Don’t worry, mate! Un, due tre… PUF! La norma sulle pensioni è sparita. —> http://bit.ly/oEAVvW

    Terza manovra rimangiata in tre giorni.

    Dio bono.

  12. gracekellykitchen11 giovedì 1 settembre 2011 alle 7:20 am

    La mia categoria professionale va in pensione a 70 anni e non ci sono differenze tra uomini e donne… Ovvio che sottoscriverei in pieno il modello australiano, anche perchè pago un’enormità di contributi… 🙂

  13. Gimmo giovedì 1 settembre 2011 alle 11:50 am

    Ma in giappone le tizie sono cosi? http://channel.pandora.tv/channel/video.ptv?ch_userid=whasn&prgid=39660492
    Aprite il link senza paura e’ solo un telefilm adolescenziale

  14. forzalube giovedì 1 settembre 2011 alle 12:20 pm

    Domando per Albino. Ma se tra qualche anno dovessi trasferirti in un altro paese e non tornare più in Australia devi cmq aspettare di avere 60 anni per avere i contributi che hai versato oppure li puoi prendere subito?

    • albino giovedì 1 settembre 2011 alle 1:11 pm

      Dipende.
      Se hai un contratto di lavoro li puoi avere indietro al tempo della pensione, come un normale australiano, o ritirarli cash ad ogni momento (ma le tasse sono alte, tipo il 45% – e poi conviene lasciarli li’ visto che fruttano tipo il 6-7% l’anno…).
      Se sei residente (come me) devi aspettare di avere 57 anni mi pare.

  15. S giovedì 1 settembre 2011 alle 7:56 pm

    …devo emigrare, non ce n’è

    sigh sob :,(

  16. elicarmi giovedì 1 settembre 2011 alle 10:02 pm

    qui han pensato ai tagli delle pensioni (i miei), ad aumentare i ticket, ma i loro stipendi non si toccano…se toccassero solo quelli, salverebbero l’italia…in piu’ mi sono fatta fare un’ipotesi l’anno scorso di pensione dall’inps…su 950 euro versavo circa 600 euro di contributi…sai quanto mi han detto avrei avuto si pensione su una base di stipendio cosi? 200 euro…ma da vecia con 200 euro dove vado? e poi dovrebbero mandare in pensione prima e lasciare posto ai giovani, se uno lavora fino a 70 anni, un giorvane diventa vecchio prima di trovar un posto…

  17. Mary giovedì 1 settembre 2011 alle 10:21 pm

    domanda: com’è la situazione a livello scolastico e sanitario?

    nel senso, le scuole costano tutte moltissimo? devi pagare 6mila euro per un’ernia al disco?

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