Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Ricordando il dimenticato

Lavorativamente parlando credo di essere un ottimo diplomatico ma un pessimo stratega. Quello che mi salva e’ che ho la faccia da uno intelligente. Peccato che mi inculo quando apro bocca.

Mi ci sono voluti due anni di Giappone per imparare che ad essere diretti c’e’ solo da perderci. Poi sono tornato in Australia dove, al contrario, le tattiche sottili non valgono un cazzo e se non sei diretto non ottieni niente.

Sapevo fin dall’inizio che qui in Australia avrei dovuto accantonare per un momento cio’ che ho imparato in Giappone. E credetemi, non e’ facile cambiare certe abitudini, certi automatismi lavorativi. Ma evidentemente ho resettato troppo, e scava scava, per togliere la patina di Giappone e’ andata via anche parte di quella australiana che avevo pazientemente costruito nel quadriennio 2005-2009.

Sotto, naturalmente, e’ rimasto scoperto il core:la mia italianita’. Dove in azienda ogni problema per definizione ha un responsabile e dove ogni casino si risolve dando la colpa a qualcun altro o schivando qualcuno che vuole dare la colpa a te.

Solo che in Australia non funziona proprio cosi’, e anzi al contrario qui non e’ mai colpa di nessuno e qui nessuno cerca mai di incolpare nessuno. Se qualcuno sbaglia, qua e’ colpa del sistema che l’ha fatto sbagliare, e anche il piu’ lavativo dei coglioni qui e’ trattato come uno stacanovista col QI da premio nobel. Succede invece che in questo paese se punti il dito contro qualcuno, vieni trattato tu con sospetto e passi tu dalla parte del torto. Quasi per definizione.

Era una cosa che avevo imparato nel lontano 2006 quando vivevo a Brisbane. Ricordo che c’era un ingegnere che dava dei documenti da revisionare al mio ufficio, e questi documenti li avrebbe potuti scrivere meglio un bambino di 3 anni. Noi (un italiano, un francese e un cinese) glieli rimandavamo indietro e ci lamentavamo col direttore della qualita’ merdosa dei sopracitati documenti, e il direttore in tutta risposta se la prendeva con noi. Poi due di noi (l’italiano e il cinese) hanno imparato come funziona da queste parti: quando uno ti sottopone un documento osceno da revisionare, tu devi lavorare con quello che ti arriva, e se ti lamenti lo devi fare non contro la persona ma contro entita’ astratte e non immediatamente imputabili all’incompetente che ti ha mandato il documento. Entita’ quali "il processo", "il quality system", "le politiche aziendali". Piu’ fai riferimento a cose spersonalizzate e possibilmente scritte da qualcuno che ha gia’ lasciato l’azienda, piu’ hai qualche possibilita’ di risolvere il problema. Perche’ lavorativamente parlando, in Australia non si punta mai, mai e poi mai il dito contro qualcuno. Neanche di rimbalzo.

(se qualcuno si chiede che fine abbia fatto il francese della storia appena narrata… beh, il poveretto non ha capito come andava la faccenda, ed e’ stato praticamente cacciato a calci in culo. Ma questa e’ un’altra storia).

Questa che ho appena raccontato e’ una cosa che ho imparato sulla mia pellaccia, ma che evidentemente ho dimenticato strada facendo. Niente di grave per fortuna, ma oggi quando ho fatto un nome per indicare che una cosa non era andata come doveva andare, e quando ho visto la faccia del mio interlocutore cambiare espressione, e’ stato come quando ti ricordi di sapere qualcosa che avevi imparato, e dimenticato.

E la morale e’ che non dimenticare e’ altrettanto importante che imparare. Eh gia’.

Advertisements

10 risposte a “Ricordando il dimenticato

  1. arisio lunedì 5 settembre 2011 alle 4:40 pm

    Suvvia, un giorno ci racconterai del francese, eh?

    A.

  2. arisio lunedì 5 settembre 2011 alle 4:51 pm

    Ah, non seguivo, allora vado a recuperare…….mi autromando a ……

    A.

  3. studiare in uk lunedì 5 settembre 2011 alle 5:17 pm

    il francese era per caso quello che avevi in casa? quello che odiavi a morte?lol

  4. elisa lunedì 5 settembre 2011 alle 5:38 pm

    se parli di colui che so, sinceramente a me ha fatto tanto ridere, e visto che dopo 2 ore mi stava nei coglioni, ci ho pure goduto di quella storia…in effetti impararee non dimenticare vanno a braccetto, peccato che ce ne ricordiamo sempre e solo a danno compiuto…

  5. um martedì 6 settembre 2011 alle 2:10 am

    Ok al lavorare con quello che arriva (e mantenere lo storico delle modifiche), ma una notifica informativa a chi sta sopra di te nella scala gerarchica ci sta secondo me (durante un incontro privato in un vicolo buio dietro l’azienda?).
    Perchè capisco il desiderio di garantire una convivenza pacifica tra i colleghi, però sticazzi…

  6. majin martedì 6 settembre 2011 alle 5:06 am

    beh in Italia quelli che si comportano cosi vengono chiamati infami,Buscetta e cose simpatiche simili 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: