Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Imprinting

Riprendo velocissimamente il topic di ieri per tirare le conclusioni a mente fredda. La situazione che ho descritto puo’ essere applicata ad ogni gruppo di persone che si affaccia a studiare una lingua straniera (in questo caso, l’italiano). Queste persone dal punto di vista della conoscenza del nostro paese e della nostra lingua sono come dei bambini: non conoscono il (nostro) mondo, e per loro l’insegnante e’ un po’ come una mamma. (Una mamma un po’ puttana, se consideriamo la tipa del post di ieri).

Ho gia’ avuto da ridire con questa insegnante. Ho scoperto per caso che ha insegnato agli studenti delle espressioni dialettali spacciandogliele come “italiano”. I suoi studenti hanno appreso delle nozioni sbagliate. Ora credono che “un tipo” significhi “carino” (mentre dalle mie parti per esempio se dici che una ragazza “e’ un tipo” vuol dire che e’ un cesso…). Pensano che zucchina si dica zucchino solo perche’ nel centro Italia si dice zucchino, mentre nel resto dello stivale si usano indifferentemente tutte e due le espressioni. Pensano che in Italia si mangi bene ovunque, tranne che in Veneto.

Ma pensateci. Immaginate di trovarvi di fronte a uno straniero che ha imparato queste cose. Provateci voi a spiegargli che la loro insegnante ha sbagliato: sara’ la vostra parola contro la sua. La parola di una persona qualunque contro quella di una persona che ha l’autorita’ e la qualificazione per insegnare. Quella di uno che e’ andato a scuola anni fa, contro quella di una che insegna di mestiere. Ma soprattutto, la vostra contro quella della persona che hanno pagato per imparare la lingua italiana.

Provateci, poi, a contraddire quella frase sulla cucina veneta. Siete veneti: e’ ovvio che vogliate difendere casa vostra. Sara’ la parola della loro “mamma italiana” contro quella di un qualunque veneziano orgoglioso. Ed e’ fino a quando queste persone non andranno in Italia che non sapranno la verita’, e comunque quando capiteranno a Venezia ci andranno gia’ col pregiudizio, in attesa di conferme.

Pensateci a queste cose, e rendetevi conto di quanto puo’ essere devastante il potere di un insegnante se usato nel modo sbagliato.

Nel frattempo, mentre ci pensate, io vado a farmi un bel weekend a Melbourne. Tanto per distrarmi e per farmi passare l’incazzatura. Che e’ meglio.

(posto foto, ok)

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18 risposte a “Imprinting

  1. studiare in inghilterra venerdì 14 ottobre 2011 alle 11:31 am

    prima che tu vada a melbourne (dove a quanto pare si mangia male) mi sai linkare quel post in cui parlavi della comprensione degli inglese che andava a scalini, o meglio che per un periodo rimane uguale poi di colpo migliori?

    Perché mi pare di non progredire molto,praticamente capisco quasi tutto quello che mi capita ma capisco che in diverse occasioni che possono capitare frequentemente non capirei.e non ho ancora una grande padronanza.
    Lo rileggerei molto volentieri.

    Un anno fa parladolo feci un grosso salto in pochi giorni, tanto che mi ci é voluto qualche giorno(anche una settimana) per ritornare a quel livello quest’anno

    • albino venerdì 14 ottobre 2011 alle 12:15 pm

      Questo e’ quello che e’ successo a me, piu’ o meno in cinque passaggi. Succedeva che miglioravo, poi ad un certo punto mi pareva di essere sempre uguale, poi un bel giorno mi svegliavo completamente dislessico, non riuscivo a pronunciare frasi di senso compiuto, sbagliavo le parole e non capivo quello che mi dicevano… e il giorno seguente ero migliorato di un botto. Per questo ho battezzato la cosa “a scalini”, ma forse e’ successo solo a me. Credo fosse un rimappamento mentale, o una cosa del genere.

      Credo che il primo livello sia arrivato dopo un paio di settimane, il secondo dopo due mesi forse, e poi il terzo dopo 6-7 mesi, il quarto dopo un anno e il quinto due anni dopo. Un po’ come per i Super sayan, solo che ero gia’ biondo di mio.

    • gogoyubari88 venerdì 14 ottobre 2011 alle 6:29 pm

      Ciao! 🙂 anche io studio in Inghilterra e ho avuto delle difficoltà a migliorare il mio inglese. Vai all’università o stai studiando ad una scuola privata? Personalmente penso che sia non solo un problema tuo, ma anche del metodo di studio (e quindi della scuola privata SE ci stai andando). Io ho risolto SOLO quando sono andata in una scuola con i controcaxxi, dove mi hanno martellato tantissimo sulla pronuncia: era una merda! davvero! la tipica pronuncia italiana! e sui termini e vocabolario. ora va decisamente meglio (ora studio in università). Poi però è anche vero che dipende dalla persona… ciau!

  2. Liven venerdì 14 ottobre 2011 alle 11:46 am

    Hai una mare di ragione!!!La responsabilità della cultura è una cosa che la gente sottovaluta ma ha un potere immenso, anche e soprattutto per come le persone imparano a pensare ( in questo caso di NOI)…Buon viaggio albino, posta un pò di belle fotine ,va, che qui serve tirarsi su il morale dopo queste cose!!!

  3. ste venerdì 14 ottobre 2011 alle 12:45 pm

    ma vai a Melb a vedere il MotoGP???

  4. Sarfa venerdì 14 ottobre 2011 alle 7:09 pm

    io sono di Roma ma la zucchina la chiamo zucchina mica zucchino O.o
    mi sà che questa sta fuori col botto comunque…. -.-

  5. Alice sabato 15 ottobre 2011 alle 7:16 am

    A proposito di insegnamento di espressioni dialettali e non italiane, purtroppo ho conosciuto varie persone che hanno insegnato o insegnano italiano all’estero ma che non sono assolutamente qualificate per farlo.
    a volte fanno questo lavoro tanto per guadagnare qualcosa, ma se sai a malapena le regole della tua lingua come puoi pretendere di insegnarla ad altri? idem per la cultura, se conosci solo quella del tuo orticello, cerca almeno di evitare di denigrare quella del tuo connazionale…
    un insegnante ha grande responsabilità verso i suoi allievi e dovrebbe avere un’apertura mentale maggiore per far comprendere che anche le differenze sono parte integrante della cultura.
    poi beh, spero almeno che gli allievi di questa tizia siano abbastanza intelligenti da non lasciarsi abbindolare dai suoi stupidi giudizi!

    in ogni caso, buon weekend!

  6. riccardo domenica 16 ottobre 2011 alle 7:10 am

    A Torino “un tipo” vuol dire una passabile, non bellissima ma che si difende

  7. The Witch Of Oz lunedì 17 ottobre 2011 alle 3:28 am

    purtroppo albi non succede solo all’estero…la figura dell’insegnante come puoi ben vedere dalle influenze che può dare è una figura molto importante…e guarda in italia come la si bistratta, la si mal aga e la “si taglia” -.-
    cmq io mi chiedo: ma questa tipa insegna a un serale? perchè io mi devo fare un cu*o quadrato per insegnare italiano in australia, vogliono un sacco di esperienza, qualifiche ecc per insegnare nelle scuole li -.- uesta com’è che ci è riuscita così facilmente (se poi è anche una capra)? zucchina è zucchina, io a casa mia la chiamo zucchina, anche se dialettale sarà zucchino e la gente lo usa,cavoli io insegno, la devo sapere la differenza!!!

  8. elisa lunedì 17 ottobre 2011 alle 11:53 pm

    concordo con quel che ha detto albi e anche con quel che è stato detto nei commenti…non abito molto distante da dove abitavi albino quando stava in italia, eppure qui dire “quella li è un tipo” vuol dire che magari di viso non è bellissima, ma nell’insieme (tra viso, fisico e portamento) è una figona…ma rimane il fatto che sta insegnante da dov’è uscita?

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