Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: domenica 13 novembre 2011

Speriamo bene va’…

E cosi’, sembrerebbe sia finita. Prima notizia in TV anche oggi in Australia: la fine di B.

Devo dire che da emigrante spero che finalmente la smettano di prendermi per il culo per via del mio presidente del consiglio. Perche’ ci sono due Italie agli occhi del mondo, anche se agli stranieri piace sempre ricordarne solo una: c’e’ quella di Prada e della Ferrari, di Armani e della Vespa, di Michelangelo e di Leonardo. E poi c’e’ l’Italia che piace tantissimo ai francesi e ai tedeschi e agli inglesi e agli olandesi: quella della mafia e dei rifiuti in strada, dei playboy da strapazzo e dei politici corrotti e fanfaroni. (Berlusconi poi era un bersaglio facile perche’ agli occhi stranieri (e non solo) incarnava sia il playboy da strapazzo che il politico incapace).

Ecco, io vorrei che ci ricordassero il piu’ possibile come quelli del primo gruppo, e quanto meno possibile come quelli del secondo – anche se so che purtroppo siamo l’una e l’altra cosa, e che l’una senza l’altra non esisterebbe.

E invece purtroppo sappiamo gia’ come andra’. Qua in Australia il mito della bananopolitica italiana non ha confini e non ha barriere ne’ spaziali, ne’ tantomeno temporali. Qui si ricordano tutti come fosse ieri di quando abbiamo eletto Cicciolina in parlamento. In tempi non sospetti, nel 2005, quando Berlusconi non era ancora sulla bocca di tutti (anzi, all’epoca se non sbaglio governava la sinistra), ricordo che i colleghi trovavano lo stesso da ridire su di noi, su quelli che avevano eletto una pornostar.

Ma si sa, gli Australiani sono un po’ shallow. Ridono di noi perche’ abbiamo costruito una torre che pende, non ricordandosi che (a) la ditta di costruzioni piu’ importante d’Australia e’ una ditta di emigranti italiani e (b) che loro una torre che pende e che sta in piedi da 500 anni non l’hanno ancora costruita, ne’ probabilmente la costruiranno mai.

Comunque sia. Guardate questo video, e’ interessante. Fa tirare un po’ le somme dopo tutti questi anni d’ipnosi collettiva. Perche’, come dice Benigni, noi ci lamentiamo sempre ma alla fine siamo quelli che hanno fondato la cultura occidentale, siamo quelli che nei secoli sono caduti e risorti un numero incalcolabile di volte.

E ancora risorgeremo, con l’elmo di Scipio in testa, per poi cadere di nuovo.

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