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mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: martedì 15 novembre 2011

Gli odori al confino

Ieri parlavamo della mancanza di bambini che giocano nelle piazzette in Australia. Di ragazzini che limonano sui muretti. Di vecchietti che passeggiano nei parchi le sere d’estate.

Non e’ solo questo che manca da queste parti. Per esempio, mi chiedo come mai, certamente qui ma anche in Giappone, come mai le cartolerie non abbiano mai l’odore… delle cartolerie. Avete presente no, da fine agosto ai primi di ottobre, quando stanno iniziando le scuole ed e’ pieno di diari, cartelle, astucci, pennarelli, e quando entri in cartoleria vieni assalito da quell’odore di carta nuova, di plastica nuova. Un po’ come l’odore delle macchine al concessionario, ma diverso.

E’ una di quelle cose di cui sulle prime non ti rendi nemmeno conto che mancano, quando ti trasferisci all’estero. Devi farci caso, pensarci, sforzarti di ricordare. Tipo le spiagge fantastiche di questo continente, coperte di vegetazione che… non sa di niente. Vieni preso dalla bellezza, e dimentichi di quando eri in Sardegna dove la macchia mediterranea, cazzo, sa di macchia mediterranea. Dove non servono i cartelli per arrivare alla spiaggia: basta seguire il naso. Dove senti l’odore della liquirizia selvatica e del mirto che cresce fra gli scogli, e l’odore dei fichi, dei fiori, delle pinete, del mare. L’odore della sabbia, perfino.
E le mie montagne, le Dolomiti, dove basta camminare nel piu’ stronzo dei sentieri per essere avvolti nell’odore della resina, dei fiori, dell’umido, dei funghi, dell’erba dei prati dei pini… l’odore della rugiada, cazzo.

Perche’ l’Australia non ha odori? Perche’ in generale tutti i posti del mondo che ho visitato non hanno un odore forte, che ti prende da dentro come succede in Italia?

Ricordo anni fa, una volta ho trovato una gastronomia che vendeva la mortadella. Era una riproduzione australiana fatta da italiani, ma non era niente male. Dopo due anni in Australia ricordo che mi pareva la mortazza piu’ buona del mondo, al punto che quando mio padre e’ venuto a trovarmi gliel’ho fatta assaggiare, orgoglioso, dicendogli che avevo trovato una mortadella buona come quella italiana. Lui l’ha assaggiata e mi ha guardato perplesso. Si e’ limitato a chiedermi, "ti ricordi quando prendevi l’autobus in Italia, e ad un certo punto saliva la classica vecchietta con le borse della spesa, e il profumo di mortadella invadeva l’autobus e da li’ sapevi che era appena stata in macelleria a prendere la mortadella?"

Ecco. Da li’ ho capito che avevo dimenticato gli odori, i profumi. Tipo l’odore del pane di panificio, caldo, croccante, che rimaneva nel sacchetto anche dopo ore, e che qui non c’e’ neanche se vai in panificio col ventilatore.

Chi lo sa come mai. Che il mio cervello sia stato programmato per sentire gli odori italiani?

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