Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Gli odori al confino

Ieri parlavamo della mancanza di bambini che giocano nelle piazzette in Australia. Di ragazzini che limonano sui muretti. Di vecchietti che passeggiano nei parchi le sere d’estate.

Non e’ solo questo che manca da queste parti. Per esempio, mi chiedo come mai, certamente qui ma anche in Giappone, come mai le cartolerie non abbiano mai l’odore… delle cartolerie. Avete presente no, da fine agosto ai primi di ottobre, quando stanno iniziando le scuole ed e’ pieno di diari, cartelle, astucci, pennarelli, e quando entri in cartoleria vieni assalito da quell’odore di carta nuova, di plastica nuova. Un po’ come l’odore delle macchine al concessionario, ma diverso.

E’ una di quelle cose di cui sulle prime non ti rendi nemmeno conto che mancano, quando ti trasferisci all’estero. Devi farci caso, pensarci, sforzarti di ricordare. Tipo le spiagge fantastiche di questo continente, coperte di vegetazione che… non sa di niente. Vieni preso dalla bellezza, e dimentichi di quando eri in Sardegna dove la macchia mediterranea, cazzo, sa di macchia mediterranea. Dove non servono i cartelli per arrivare alla spiaggia: basta seguire il naso. Dove senti l’odore della liquirizia selvatica e del mirto che cresce fra gli scogli, e l’odore dei fichi, dei fiori, delle pinete, del mare. L’odore della sabbia, perfino.
E le mie montagne, le Dolomiti, dove basta camminare nel piu’ stronzo dei sentieri per essere avvolti nell’odore della resina, dei fiori, dell’umido, dei funghi, dell’erba dei prati dei pini… l’odore della rugiada, cazzo.

Perche’ l’Australia non ha odori? Perche’ in generale tutti i posti del mondo che ho visitato non hanno un odore forte, che ti prende da dentro come succede in Italia?

Ricordo anni fa, una volta ho trovato una gastronomia che vendeva la mortadella. Era una riproduzione australiana fatta da italiani, ma non era niente male. Dopo due anni in Australia ricordo che mi pareva la mortazza piu’ buona del mondo, al punto che quando mio padre e’ venuto a trovarmi gliel’ho fatta assaggiare, orgoglioso, dicendogli che avevo trovato una mortadella buona come quella italiana. Lui l’ha assaggiata e mi ha guardato perplesso. Si e’ limitato a chiedermi, "ti ricordi quando prendevi l’autobus in Italia, e ad un certo punto saliva la classica vecchietta con le borse della spesa, e il profumo di mortadella invadeva l’autobus e da li’ sapevi che era appena stata in macelleria a prendere la mortadella?"

Ecco. Da li’ ho capito che avevo dimenticato gli odori, i profumi. Tipo l’odore del pane di panificio, caldo, croccante, che rimaneva nel sacchetto anche dopo ore, e che qui non c’e’ neanche se vai in panificio col ventilatore.

Chi lo sa come mai. Che il mio cervello sia stato programmato per sentire gli odori italiani?

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15 risposte a “Gli odori al confino

  1. Andrea O. martedì 15 novembre 2011 alle 4:29 pm

    È vero, in Giappone la natura profuma meno.
    Però, anche Tokyo è ricca di odori, dai. Spesso sono odori di ristorantini e bettole: l’odore del dashi davanti alle sobaya è il più caratteristico, ma sono sicuro che conosci anche l’odore di yakiniku, di yakitori, di ramen, di fritto, di panetteria giapponese -che è diversa naturalmente da quella italiana- etc etc… Anche la metropolitana ha il suo odore, più delicato e meno penetrante di altre come Londra o Parigi, probabilmente perché è più pulita, ma comunque particolare. L’odore di camposanto quando passi davanti a negozi o ristoranti appena inaugurati. L’odore di fogna che ogni tanto fa capolino da chissà dove. Passeggi a Ginza e se sei sottovento impossibile non sentire l’odore di A&F.

  2. lorenzo martedì 15 novembre 2011 alle 9:27 pm

    leggendo il tuo post mi viene da pensare che varrebbe la pena andarsene dall’Italia fosse anche solo per poter parlare del nostro paese con il tuo trasporto… perchè a chi vive qui da anni per non sentire l’odore del livello della m***a che continua a salire viene da invocare l’anosmia…

  3. Ory martedì 15 novembre 2011 alle 10:59 pm

    Alcune premesse per cercare di spiegare la tua esperienza:
    -Il bulbo olfattivo è collegato direttamente con il sistema limbico, sede dei ricordi e delle emozioni, per questo si dice che il naso sia l’organo di senso con + memoria.
    – Con il passare dell’età l’olfatto perde di sensibilità.
    – La soglia di percezione di un composto odorigeno, cioè la concentrazione alla quale iniziamo a percepire l’odore, si abbassa notevolmente se l’odore è già stato percepito in precedenza, cioè se il cervello lo ha memorizzato.
    – Se uno stimolo sensoriale si protrae a lungo, la ricezione da parte dell’organo di senso ad un certo punto raggiunge una sorta di assuefazione, per cui smettiamo di percepire (consciamente) tale stimolo (dopo un po’ che cammini fra i boschi l’odore di resina non lo senti più).
    Quindi potresti:
    essere “assuefatto” agli odori australiani;
    non avere + il naso di una volta;
    essere più sensibile agli “odori italiani” in quanto radicati nella memoria durante il periodo di max sensibilità del tuo olfatto (mentre gli odori australi li senti, e li memorizzi, solo a concentrazioni maggiori).
    Che poi l’Australia sia inodore questo non lo so, in quanto al Giappone, l’odore di fritto delle okonomiyaki me lo son sentito addosso per giorni!
    Baci

  4. S martedì 15 novembre 2011 alle 11:57 pm

    …mo’ vado a comprarmi un po’ di pane… m’hai fatto venire voglia…

  5. Liven mercoledì 16 novembre 2011 alle 12:32 am

    Mentre leggevo il tuo post il sorriso mi si allargava progressivamente man mano che tiravi in ballo ricordi che appartengono anche a me…L’odore della cartoleria ( nel mio caso quella piccolissima ma ultrarifornita, gestita dalla vecchietta che sono 30 anni che sembra ultracentenaria), o l’odore del mio lago ( io ho quello come riferimento, con la macchia mediterranea e per contorno il profumo del caprifoglio nelle notti di primavera) o la panetteria, dove la mattina comperavo la focaccina per la ricreazione a scuola…Ora abito in città, gli odori sono stati sostituiti da altri, altrettanto buoni in verità ( Dio renda merito alla panetteria del centro con un profumo che apre lo stomaco o al negozio di mio suocero che fa venire l’acquolina in bocca), ma quelli del passato sono come “emozionali”, legati a qualcosa che va ben oltre la sensazione del momento…E ora giusto per, vado a farmi un caffettino…un salutone…

  6. ilPizzo mercoledì 16 novembre 2011 alle 1:03 am

    In Giappone e Australia non sono mai stato, quindi non so se siano effettivamente inodori 🙂

    Sono stato in Austria, Germania, Francia e altri paesi europei, e devo dire che in ogni posto ho sentito odori caratteristici, soprattutto nelle vie con tanti ristoranti. Magari diversi da quelli italiani, ma ben percepibili.

    Strano che in questi due paesi non ci siano odori, magari perchè son troppo ordinati ?? (scherzo…)

    Comunque anche a me è venuta voglia di pane fresco e mortadella 😀

  7. The Witch Of Oz mercoledì 16 novembre 2011 alle 6:23 am

    potrebbe essere semplicemente memoria olfattiva? con quegli odori con cui siamo cresciuti e quindi “quelli” ci stimolano ricordi e belle sensazioni… magari che ne sai, l’australia ne ha dei altri che tu ormai sei “adulto” e non riesci ad associare a dei ricordi…
    giappone idem 🙂
    quando ero a tokyo cercavo di registrare tutti gli odori… di quando entravo in un tempio, di quando entravo in un negozio, quando andavo nei negozi di manga e quando entravo nei pub…
    semplicemente forse, non ti richiamano ricordi e quidi non ci facciamo caso… la tua memoria ti gioca brutti scherzi nostalgici 😉

  8. seilapeggiore mercoledì 16 novembre 2011 alle 4:38 pm

    l’odore è quanto di più importante ci sia per me. riconosco le persone dall’odore, l’odore che emanano mi risveglia ricordi e sentimenti. l’odore del legno per pensare a mio padre, l’odore della pipa per il nonno, l’odore di un determinato detersivo per una determinata persona. appena sono tornata in giappone ho realizzato che l’odore che c’è qui me lo ricordavo, ma l’ho realizzato solo sentendolo. sono quelle cose che non puoi descrivere. se 3 mesi fa mi avessero chiesto “che odore ha il giappone?” io non avrei risposto. invece c’è, eccome. solo che non lo ricordavo. secondo me, se un giorno sarai da un’altra parte, ovunque nel mondo, e sentirai un odore a caso, forse ti ricorderà l’australia e allora ti renderai conto che anche lì ce n’erano eccome.

  9. Marco giovedì 17 novembre 2011 alle 9:15 am

    La mia stradina in centro a Hawthorn sa di eucalipto…

  10. elicarmi lunedì 21 novembre 2011 alle 11:41 pm

    qui di odori ce ne sono tanti, non solo di panificio, mortadella, ma anche di quando arriva la pioggia, quando arriva la primavera, la nebbia…tutto…ma ho notato che li sento dove c’è campagna, in alcune città italiane, non sentivo manco quello del pane…invece a monaco in germania, di odori ne ho sentiti molti…secondo me dipende anche da quanto di costruito c’e’ e da che roba si usa anche per fare certi cibi…oppure è il tuo naso che si e’ atrofizzato… 😉

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