Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: mercoledì 23 novembre 2011

Chi e’ italiano?

Leggevo della dichiarazione di Napolitano sullo ius soli. E’ vero, diciamolo: non si capisce come sia possibile che i bambini nati e cresciuti in Italia non abbiano la cittadinanza italiana, il mondo sia zeppo – non pieno ma ZEPPO – di finti italiani, gente che ha il passaporto del nostro paese senza parlare una parola della nostra lingua; spesso senza aver mai messo piede nel nostro paese. Ma sono italiani, loro, perche’ un loro antenato lo era.

Tipo la moglie di un mio collega, brasiliana. Vive in Australia, non parla una parola d’italiano, eppure ha il mio stesso passaporto perche’ suo nonno era italiano. Naturalmente lei si dice totalmente e orgogliosamente brasiliana, pero’ quando viaggia si guarda bene da usare il passaporto del suo paese: no, usa quello del mio. Cosi’ quando va all’estero non deve passare la trafila di visti e documenti che dovrebbe inviare per poter entrare nella maggior parte dei paesi (tipo Giappone, Europa etc.) se volesse usare il suo passaporto di terzomondista. Chiamatela scema.

Dall’altra parte, ci sono degli italiani nati in Italia, la cui prima lingua e’ non solo l’italiano, ma addirittura il dialetto della citta’ in cui sono nati. Ci sono dei ragazzini dalla pelle nera che dicono ghesboro e vanno a scuola in vaporetto, e degli altri bimbi con gli occhi a mandorla che mangiano la bagnacauda e finiscono le frasi con ne’… ma non e’ giapponese. Ma loro non possono essere italiani, anche se lo sono, perche’ loro il nonno o il papa’ italiano non ce l’hanno.

Vorrei farla incontrare, questa gente. Vorrei presentarli ai vari Calderoli & C., metterli tutti di fronte ai politici leghisti. E sentire cosa dicono. Vedere se Maroni preferisce parlare in veresotto stretto con Abdul, italiano di passaporto marocchino, o in inglese con Adelina Maria Concetta, australiana di passaporto italiano che pensa che il chicken parmigiana sia una ricetta italiana.

Vorrei vedere.

(che poi lo capisco, in fondo: non e’ mica sufficiente nascere in Italia per avere il passaporto. Ma al compimento dei 15 anni, quando e’ ora di farsi la carta d’identita’, a quel povero Cristo di Abdul glielo vogliamo dare, se vive ancora a Varese, si o no?)

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