Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Chi e’ italiano?

Leggevo della dichiarazione di Napolitano sullo ius soli. E’ vero, diciamolo: non si capisce come sia possibile che i bambini nati e cresciuti in Italia non abbiano la cittadinanza italiana, il mondo sia zeppo – non pieno ma ZEPPO – di finti italiani, gente che ha il passaporto del nostro paese senza parlare una parola della nostra lingua; spesso senza aver mai messo piede nel nostro paese. Ma sono italiani, loro, perche’ un loro antenato lo era.

Tipo la moglie di un mio collega, brasiliana. Vive in Australia, non parla una parola d’italiano, eppure ha il mio stesso passaporto perche’ suo nonno era italiano. Naturalmente lei si dice totalmente e orgogliosamente brasiliana, pero’ quando viaggia si guarda bene da usare il passaporto del suo paese: no, usa quello del mio. Cosi’ quando va all’estero non deve passare la trafila di visti e documenti che dovrebbe inviare per poter entrare nella maggior parte dei paesi (tipo Giappone, Europa etc.) se volesse usare il suo passaporto di terzomondista. Chiamatela scema.

Dall’altra parte, ci sono degli italiani nati in Italia, la cui prima lingua e’ non solo l’italiano, ma addirittura il dialetto della citta’ in cui sono nati. Ci sono dei ragazzini dalla pelle nera che dicono ghesboro e vanno a scuola in vaporetto, e degli altri bimbi con gli occhi a mandorla che mangiano la bagnacauda e finiscono le frasi con ne’… ma non e’ giapponese. Ma loro non possono essere italiani, anche se lo sono, perche’ loro il nonno o il papa’ italiano non ce l’hanno.

Vorrei farla incontrare, questa gente. Vorrei presentarli ai vari Calderoli & C., metterli tutti di fronte ai politici leghisti. E sentire cosa dicono. Vedere se Maroni preferisce parlare in veresotto stretto con Abdul, italiano di passaporto marocchino, o in inglese con Adelina Maria Concetta, australiana di passaporto italiano che pensa che il chicken parmigiana sia una ricetta italiana.

Vorrei vedere.

(che poi lo capisco, in fondo: non e’ mica sufficiente nascere in Italia per avere il passaporto. Ma al compimento dei 15 anni, quando e’ ora di farsi la carta d’identita’, a quel povero Cristo di Abdul glielo vogliamo dare, se vive ancora a Varese, si o no?)

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15 risposte a “Chi e’ italiano?

  1. mamoru (@giappopazzie) mercoledì 23 novembre 2011 alle 7:53 pm

    Personalmente sono d’accordo con mattia (http://www.butta.org/?p=8756): le procedure per la cittadinanza ci sono, volendo c’e’ pure l’nterprete per il giuramento.
    Se uno vuole naturalizzarsi non vedo grossi ostacoli, basta la volonta’ di farlo.

    Altro discorso meriterebbe la gestione dell’immigrazione con burocrazia ed i problemi connessi.

  2. seilapeggiore mercoledì 23 novembre 2011 alle 10:01 pm

    i grossi ostacoli ci sono eccome, non è niente di semplice, ma il discorso sarebbe ETERNO, quindi mi limito solo a dire: parole sante, albino!
    V.

    • mamoru (@giappopazzie) mercoledì 23 novembre 2011 alle 11:02 pm

      Per una attimo spogliamoci dalla casacca da tifosi che attanaglia questi discorsi. Il post di mattia e’ molto logico e mostra come cera retorica sia priva di fondamento. A me pare condivisibile.

      Rispetto a paesi come il Giappone, e’ piu’ semplice naturalizzarsi in Italia dove nemmeno la conoscenza minima della lingua e’ un requisito.
      La cittadinanza acquisita per luogo di nascita e’ prerogativa di USA e altri, ma il grosso delle altre nazioni non adotta tale pratica che ha anche effetti anomali.

      Piuttosto che fare casino su un argomento vuoto come questo si dovrebbero tirare giu’ le madonne verso il sistema italiano dei permessi di lavoro, nonche’ dello spettacolo ignobile che si vede fuori dalle questure: queste sono le vere problematiche degli immigrati mica la cittadinanza.

      Il resto sono pippe mentali.

  3. arisio giovedì 24 novembre 2011 alle 12:50 am

    A propo domani sono in questura a mendicare la carta di soggiorno permanente per cittadino extracomunitario coniuge di cittadino italiano…..pratica che si deve fare cartacea solo perche’ io, appunto, sono italiano…ovviamente non esistono i moduli, ovviamente ogni questura si fa i suoi, ovviamente i patronati fanno le pratiche solo per gli stranieri, ovviamente mi viene voglia di andarci con del buon napalm e C4. Diciassette anni che mia moglie giapponese sta qui…….

    A.

  4. ivabellini giovedì 24 novembre 2011 alle 1:08 am

    capisco il tuo sconcerto per quella brasiliana furbastra, ma io preferisco così, in Francia basta essere nati li per essere francesi, bravi idioti dico io, idioti dell idiozia illuminista, che identità hanno i francesi ora??? Parigi è francese? ci sono i francesi a Parigi? io ho i miei dubbi…

  5. Riccardo venerdì 25 novembre 2011 alle 3:36 am

    Piccolo aggiornamento: Non c’e’ piu’ in Italia il limite di 15 anni per la carta di identita’. Adesso e’ unica fin dalla nascita per tutti . Paghi 25 euro se la vuoi tipo carta di credito e gratis se la vuoi “classica”.

  6. Akanishi venerdì 25 novembre 2011 alle 2:58 pm

    non sono mai stato del parere di far votare gli italiani all’estero, sradicati da decenni, per le elezioni nazionali, per me è sempre stata una cavolata di pura propaganda e anche pericolosa – infatti i seggi intercontinentali sono stati spesso il cavallo di troia per l’elezione di personaggi loschi.
    D’altra parte se uno straniero rispetta la legge e paga le tasse mi sembra invece giusto che abbia diritto a una rappresentanza, dopo un numero ragionevole di anni. Lo stesso vale per un minorenne che ha fatto la scuola italiana, e concedergli la cittadinanza solo a 18 anni mi sembra troppo. Però condivido parzialmente le osservazioni di mamoru e mattia: non è che per il fatto che uno si trova in Italia al momento della nascita che ha un legame con questo Paese.

    Però un mio collega brasiliano (di origine italiana) mi ha detto che se quando fai la domanda per avere il passaporto italiano, la ottieni tipo dopo 30 anni (sic).

    • LucaS sabato 26 novembre 2011 alle 11:38 pm

      L’automatismo nascita-cittadinanza no però almeno una corsia preferenziale con trattamenti migliori si.
      A parte che mi chiedo cosa sia ormai “essere italiano”.
      Da parte mia più che altro se qualcuno me lo chiedesse risponderei che è l’educazione (culturale, scolastica, di pensiero) che ho ricevuto a fare di me un’italiano, con tutti i pro e contro del caso.
      Ma al mondo, o meglio in italia, esistono altri 100 italiani diversi da me e tra loro, ognuno con idiosincrasie proprie.
      D’altronde se rimpiango molti aspetti del giappone, che cambierei all’istante con gli analoghi italiani forse tanto italiano non sono….
      O forse sono un italiano pentito, d’altronde nessuno mi ha chiesto dove volevo nascere.

    • Chiara martedì 29 novembre 2011 alle 9:30 am

      sì, e mio cugino una volta è morto! ma dai, 30 anni! ma credete a tutto quello che vi raccontano dal parrucchiere?

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