Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

La citta’ verde e azzurra

Da quando sono tornato a Sydney le cose sembrano essere cambiate. Dev’essere che qui e’ estate. Dev’essere il passaggio dal caldo al freddo, dall’Australia all’Italia, per una volta senza passare per il Giappone.

Sara’ che Tokyo e’ distante mesi, il ricordo va diluendosi. Gli amici, alcuni, sono partiti, e gia’ ho meno gente da cui tornare nella Metropoli Tentacolare. Sara’ che mi sto disabituando al grigio di Tokyo. Il grigio del cemento che ti avvolge e di ingloba come una bolla, e ti trasporta in quel mondo parallelo da romanzo di Murakami.

La prima volta che ho visto Sydney ho provato un senso di nausea. Troppo verde, troppe case, niente trasporti, troppo disordine. Immagini come questa sotto mi lasciavano quasi inorridito. Mi sono chiesto: dove sono le fermate della metro? Dove sono i combini aperti 24 ore? Dove sono gli izakaya, dove le stazioni piene di giappine, dove i salaryman ad affollare le strade la sera? Dove i localini aperti tutta la notte, dove le stranezze, i passaggi segreti, le luci, la vita… dov’e’ finita la vita che pulsa dirompente per 24 ore al giorno?

Vi suonera’ strano, ma dalla mia finestra di Sydney dove si vedono le palme e cinguettano i pappagalli, a me mancava la vista di prima, il parcheggio multipiano dal mio terrazzino a Gotanda.

Ma ora la Metropoli e’ lontana. E questa volta venendo dall’Italia l’impatto e’ stato totalmente diverso. Ho visto il verde, il sole. Ho visto la baia piena di barche a vela. Ho visto il contrasto tra i grattacieli della city e la baia con le case incastonate sui dirupi. Ho visto l’Opera House che sembra tuffarsi in acqua. Ho visto la gente, e mi sono accorto per la prima volta che ce n’e’ anche qui. Bella gente, sapete?

E ora mi ritrovo qui, con i miei bellissimi 30 gradi costanti, a pensare che forse a fine gennaio mi tocca andare in Giappone a ghiacciarmi il culo, al freddo, col sole che cala alle cinque. E penso che quasi quasi cerco di rimandare a marzo, di svernare qui… mentre un dubbio mi si insinua nella testa.

Ma siamo proprio sicuri che sia tanto meglio vivere nel Centro del mondo? Che sia meglio la Metropoli grigia e allucinata, dove tutto e’ dovere e tutto e’ casino, alla Sydney verde e azzurra, col suo clima favoloso e la sua costa che sembra a volte Miami, a volte Croazia? Alla Sydney dove tutto sembra vacanza e cazzeggio, e relax, e giornate che finiscono alle cinque, e working from home, e no worries?

Annunci

15 risposte a “La citta’ verde e azzurra

  1. Akanishi giovedì 5 gennaio 2012 alle 3:30 pm

    tra 10 anni rileggeremo questo post, chissà che le cose non cambino, che Downunder diventi una miniera cinese a cielo aperto, città comprese.

  2. S giovedì 5 gennaio 2012 alle 10:55 pm

    ?e chi ha mai detto che vivere nella metropoli sia meglio? 🙂
    a me pare che stai in grazia di dio. anche qui nella “sunny italy” il sole cala verso le 4.30/5, e fa una freddo boia.
    eh.
    altro che pappagalli.

  3. elicarmi giovedì 5 gennaio 2012 alle 11:24 pm

    per me e’ gia’ troppa roba anche nella foto…bello per carità, ma per me meno cemento c’è, meno case ci sono, meglio è…ma io adoro la natura e la tranquillità, odio la confusione e odio quando si comprime troppo di artificiale in un paesaggio…anche perchè se togli troppa natura prima o poi si scoppia…pero’ sinceramente albi, non hai nulla di cui lamentarti…pensa che dal lavoro guardo fuori dalla finiestra, vedo il canale di porto marghera con i gatti marsi che girano…eh…

  4. Fabiusli venerdì 6 gennaio 2012 alle 6:45 am

    Ahi ahi, Albì, ti stai facendo vecchio… prossima tappa: Florida? :-p

  5. destinazioneestero venerdì 6 gennaio 2012 alle 7:06 am

    Ci sono periodi in cui preferisco i grattacieli e il caos cittadino, altri in cui ho vissuto benissimo immersa nella natura con il minimo indispensabile per la sopravvivenza. Adesso che sono a Istanbul sono in fase “metropoli”, anche se un clima un po’ più caldo non mi dispiacerebbe…
    Bella foto e bel posto… mi sa che prima o poi me lo farò un giretto da quelle parti!

  6. kamamuri venerdì 6 gennaio 2012 alle 10:28 am

    Il problema è che sei veneto. Fossi stato triestino, queste cose le avresti capite da un pezzo…

  7. majin venerdì 6 gennaio 2012 alle 3:23 pm

    tranquillo,qui a Tokyo riescono a sopravvivere ugualmente

  8. gh sabato 7 gennaio 2012 alle 3:37 am

    ma perchè il mio commento è sparito? troppo scomodo?

  9. Chiara sabato 7 gennaio 2012 alle 10:13 am

    Mi sembra di rivedermi quando mi sono ritrasferita nel paesino di campagna natale. Ho rivalutato tutte quelle cose che ero convinta mi avrebbero tediato di più ( le casine colorate e ordinate, il centro con i due negozietti in croce, le vie tranquille ) e la cosa paradossale è che ho sempre saputo della loro esistenza, che erano lì, ma ora le guardo e continuo a meravigliarmi di quanto piacevoli siano. Poi si, dopo un anno mi manca non poter uscire e trovarmi nella bolgia quando voglio e mi sa che concluso il contratto qui me ne torno in città, non c’è nulla qui, nevertheless questa diversa prospettiva sulle piccole cose continua a stupirmi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: