Alle porte di Tannhäuser

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Incidente all’italiana, Razzismo all’anglosassone

Allora. Se casca l’aereo francese costruito dai francesi, e’ colpa della tempesta, o del pilota, o del Brasile, o dell’Oceano Atlantico, o magari, incidentalmente, forse, della progettazione dell’aereo. Si piangono le vittime e morta la’.

Se si disintegra il treno tedesco costruito dai tedeschi, e’ colpa dell’errore nelle procedure di sicurezza, e nell’applicazione del freno di emergenza, e del macchinista, e della rotaia, e della curva, e del pilastro che era proprio li’ dove non doveva essere. Colpa della progettazione del treno? Sia mai: sono tedeschi! Anche qui, si piangono le vittime e morta la’.

Se esplode la centrale nucleare giapponese costruita dai giapponesi, e’ colpa del terremoto, dello tsunami, della Tepco, del governo, delle norme di sicurezza, della manutenzione, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Magari nel loro caso si dice anche che sia colpa della progettazione della centrale, ma solo perche’ sono giapponesi e in quanto asiatici l’opinione pubblica benpensante bianca si sente in diritto di poterli cazziare. Si piangono le vittime, si scopano le scorie sotto il tappeto, ma poi e’  morta la’.

Se si sfracella con cadenza praticamente bisettimanale un treno o una nave o un aereo o un bus americani costruiti dagli americani, nessuno dice un cazzo perche’ loro, si sa, sono gli Americani con la A maiuscola, e non so se vi ricordate ma sono andati sulla luna nel 1969, mica noccioline eh. Le vittime manco si cagano perche’ il conto ormai si perde nella memoria: meglio parlare dei talebani va’.

Ma se il capitano italiano rincoglionito di una nave da crociera porta la suddetta nave a sfracellarsi sugli scogli perche’ deve far fare ciao ciao con la manina ai passeggeri? Beh, in quel caso secondo l’opinione pubblica mondiale la colpa e’ solo incidentalmente del capitano; piuttosto, in questo caso e’ quasi ovvio che la colpa dev’essere, in ordine crescente:

(1) della nave italiana costruita da italiani, e quindi sicuramente fatta alla cazzo di cane (begli interni, ma in quanto ad affidabilita’, eh…).
(2) della compagnia italiana che in quanto italiana non sa applicare misura di sicurezza alcuna (si beh, sono di proprieta’ americana, ma sono pur sempre italiani).
(3) delle regole marittime italiane fatte alla cazzo di cane e prive delle piu’ elementari regole della sicurezza (che magari ci sono, in quanto europee, ma gli italiani non le seguono).
(4) delle carte nautiche italiane compilate da italiani, che descrivono fondali di mari che solchiamo dall’alba dei tempi ma visto che siamo italiani cazzoni nessuno s’era mai accorto di quel minchia di scoglio.
(5) in conclusione, dell’Italia tutta che dalla caduta dell’impero romano in poi viene vista all’estero come una cozzaglia di coglioni incapaci di gestire nulla in maniera decente.

E non si capisce come mai in occasioni come questa al posto di abbassare la testa e fare il faccino triste delle grandi occasioni, gli americano/australiano/britannico/franco/tedeschi (e c’aggiungerei pure i giappi, e chissa’ chi altri) se la ridacchiano quasi.

Come a fotocopia, glielo leggi nei sottintesi degli articoli di giornale, o nelle news sparate nell’etere planetario. Questo parlare di “nave italiana”, “regole”, eccetera… come certi nostri quotidiani o TG dove il giornalista pone l’accento razzista sullo stupratore rumeno, sulla banda albanese.

E qua in Australia, visti i precedenti migratori, lo stereotipo contiene sempre le solite due parole magiche accostate insieme, a far capire che in fondo in fondo siamo tutti della stessa pasta: Italiani – [paragone] – greci.

Ma andatevene a fanculo va’.

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28 risposte a “Incidente all’italiana, Razzismo all’anglosassone

  1. destinazioneestero lunedì 16 gennaio 2012 alle 5:14 pm

    Pienamente d’accordo su quello che hai detto!

  2. gas12n lunedì 16 gennaio 2012 alle 5:45 pm

    Sta storia dell’Italia è come la Grecia è forte anche qua. E ormai fanno pure paragoni: non volete mica che facciamo la fine dell’Italia-Grecia?

  3. gpto lunedì 16 gennaio 2012 alle 7:07 pm

    vero, verissimo. E’ dalla 2° guerra mondiale che ci…..Come si diceva… Vae victis

  4. S lunedì 16 gennaio 2012 alle 9:54 pm

    ormai è un assioma, Italia = cose fatte a caso per forza

    vedo i miei amici stranieri, sempre stupitissimi quancosa qualcosa va come deve andare. si aspettano sempre che gli uffici italiani (o comunque, gli enti) siano lenti e inefficienti. le poste. i treni. gli uffici del comune. la questura.
    che generalmente, qui in Lombardia e nei piccoli centri soprattutto, lavorano abbastanza bene.
    ma loro sempre ad aspettarsi chissà che disservizio o lentezza.

    (lasciamo perdere poi il fatto che alle volte è anche vero che si dimostrano inefficienti… però di massima… sarebbe meglio non avere per partito preso questo pregiudizio)

  5. from uk lunedì 16 gennaio 2012 alle 10:51 pm

    La nave non ha colpe anche se articoli come quello sul fatto tentano di montare tesi assurde.
    Costa crociere ha colpe se é vero che lo staff non é stato all’altezza, ma questo non si può sapere visto che i passeggeri non sono ancora in grado di fornire testimonianze lucide(e qualcuno non lo sarà mai)

    La colpa sarà un’errore umano di quelli grossi come una nave di 300 metri e 13 ponti. Sinceramente non mi nascondo se ci danno degli idioti, perché affondare una nave del genere in acqua conosciutissime senza il minimo problema tecnico o ambientale é roba incredibile.

    Poi sicuramente qualcuno sfrutta l’occasione per attaccare inutilmente, ma se guardo a come i media italiani stanno trattando la vicenda non mi stupisco di niente. Il mondo é pieno di idioti, qualcuno scrive sui giornali, qualche altro però fa affondare una nave con 4000 persone a bordo.

    La storia dell’Italia = grecia non la posso giudicare visto che in Grecia ci sono stato solo in vacanza, ma mi pare azzardata.

    La gente giudica in pase alle apparenze e se gli dai modo di farlo c’é poco da fare.

    • elicarmi giovedì 19 gennaio 2012 alle 1:05 am

      scusa ma io mi nascondo se ci danno degli idioti per la storia della nave, perchè se permetti se il capitano ha fatto un errore, lui è colpevole e idiota, non tutti gli italiani…perchè si guarda sempre per colpevolizzare, ma quando gli italiani fanno le cose bene allora si tace…senza parlare di tutte le menti geniale italiani che gli stranieri si tengono perche’ sanno che siamo bravi…scusa non ce l’ho con te, era solo una puntualizzazione in generale…

  6. Rene martedì 17 gennaio 2012 alle 12:21 am

    Senza essere razzista, ma tu la daresti una nave del genere in mano ad un napoletano raccomandato?

  7. Sunny Bea martedì 17 gennaio 2012 alle 12:30 am

    @Rene Beh, adesso non esageriamo. Dubito che la compagnia abbia dato in mano la nave ad un “napoletano raccomandato”. Questi sono commenti da quattro soldi, ed è proprio per questo che si prendono gioco di noi all’estero. E mi spiace dirlo ma hanno tutte le ragioni di farlo.

    • Rene martedì 17 gennaio 2012 alle 12:53 am

      A parte il fatto che io vivo a Tokyo e so cosa si pensa dell’italia all’estero.vatti un po’ a leggere il board della Costa e della casa madre e fai due conti.

      • Sunny Bea martedì 17 gennaio 2012 alle 11:07 am

        Puoi vivere anche sulla luna a me poco importa. Resta il fatto che la stessa mossa azzardata magari l’ha già fatta qualcun’altro prima di lui, solo che a lui è andata male. Perchè siamo l’unico paese al mondo dove i furbi vengono premiati invece che puniti. E all’estero come dici tu, lo so bene anch’io cosa pensano dell’Italia, e hanno ragione.. finchè conoscono gente come te che di fronte a questa situazione parla di “napoletano raccomandato”.

  8. Chiara martedì 17 gennaio 2012 alle 12:38 am

    quoto “s”. Gli stranieri arrivano qui in Italia e sembra che si aspettino l’anarchia, anzi sembra che si aspettino la messinscena che i cittadini di Castellabate fanno vivere alla moglie di Bisio in Benvenuti al sud. Quello che invece cerco sempre di spiegare è che esistono tante realtà frammentate; dove abito io ad esempio le poste funzionano, i trasporti pure e le faccende burocratiche sono facilmente smaltibili tramite internet. Se in una città una cosa non funziona non significa che non funziona ovunque; e viceversa. Abbiamo grossi problemi, è vero, ma gli stranieri che visitano una città e giudicano da quella l’intero paese, c’è, ma un po’ di buon senso.
    (o forse sono io che sbaglio e negli altri stati i servizi sono garantiti 100% allo stesso modo ovunque…ok in questo caso capirei…c’è per caso qualcuno che me lo può confermare?)

    • The Witch Of Oz martedì 17 gennaio 2012 alle 10:33 am

      purtroppo da quello che ho visto, si.
      è solo l’italia che è a pezzetti. e questo ci rende quindi anche molto poco “orgogliosi di senritci italiani”. perchè ci vediamo diversi l’un l’altro…

    • Sunny Bea martedì 17 gennaio 2012 alle 11:19 am

      Sai cosa, non è che all’estero funziona tutto alla perfezione. è l’ambiente, la cultura la civiltà e tutto quello che gira attorno che ti fa sentire diverso. La disfunzione non è la regola, ma l’eccezione e nel momento del problema si adoperano per risolvere nel minor tempo possibile il disagio. E quando torni in Italia nel giro di due ore vorresti riprendere l’aereo e tornare indietro perchè purtroppo la disorganizzazione in Italia è la regola, ma spesso più che del personale di turno è proprio degli italiani stessi che non aspettano altro che salti qualcosa per subito scaldarsi e creare il caos. Finchè non cambieremo dall’interno (mai) l’opinione dell’Italia all’estero resterà tale. Perchè è VERO che ci facciamo riconoscere. Sempre. Mi spiace solo che sia stato sottolineato anche in questo episodio di cronaca infelice.

  9. cristina martedì 17 gennaio 2012 alle 4:42 am

    ….sono d’accordo con te.

  10. majin mercoledì 18 gennaio 2012 alle 12:33 am

    credo che tanti (ottimi) comandanti di navi siano napoletani,questo era solo un fesso

  11. torn mercoledì 18 gennaio 2012 alle 6:01 am

    Anche il Titanic, nave britannica e non italiana è affondato, e questo apparentemnte darebbe ragione all’autore dell’articolo, ma Edward J. Smith, il suo comandante, fu visto per l’ultima volta recarsi tranquillamente nella plancia di comando del Titanic in attesa del proprio destino, dopo aver fatto salvare più gente possibile.

    Questo mi fa riflettere un pò!

  12. saverio mercoledì 18 gennaio 2012 alle 7:29 am

    Questa grottesca faccenda della Concordia è, haimè, una metafora perfetta dell’Italia e degli italiani di questi tempi.

  13. Beppe mercoledì 18 gennaio 2012 alle 12:14 pm

    Albino hai ragione a scrivere del razzismo anglosassone, pero’ mi chiedo anche come nascano certi luoghi comuni. Non credo che sia un processo puramente random…. Questo per dire che purtroppo uno stereotipo delle radici veritiere le ha quasi sempre e lo stereotipo degli italiani non e’ un’eccezione. Poi ultimamente tra il nostro venerabile ex presidente del consiglio barzellettiere, debito e sprechi, e adesso pure questa… Beh se tu fossi non-italiano che diresti?

  14. jhonny mercoledì 18 gennaio 2012 alle 10:07 pm

    e mi pareva strano che non scrivesse il solito cretino che dell’articolo non ha capito una beneamata mazza, e se la prendesse coi napoletani, tralasciando di dire che anche quello che faceva il cazziatone a schettino è napoletano

    • Rene mercoledì 18 gennaio 2012 alle 11:53 pm

      Caro Jhonni, hoops co la y, innanzitutto grazie del cretino. Ho scritto che non mi fiderei di dare in mano ad un “napoletano raccomandato” una nave così. Sul fatto che fosse raccomandato puoi dare un’occhiata al sito della Costa e della compagnia americana che l’ha acquisita sotto la voce board e conta i napoletani presidenti e vicepresidenti che la compongono e su come si diventi comandanti di navi commerciali a Napoli. Ho premesso il commento dicendo che non voglio fare del razzismo, perché razzista non sono, ma permettimi di esprimere le mie “opinioni” e i miei dubbi, come tu fai con le tue se poi sono sbagliate si vedrà ma se non lasci parlare la gente…

      • gimmy giovedì 19 gennaio 2012 alle 4:42 pm

        Rene, io sono un giovane che vive all’estero e NON sono razzista. Ma da quando sto all’estero sto vedendo fortemente la differenza fra sud e nord come non mai, almeno fra noi giovani. Un esempio? io mi cerco lavoro e lo trovo, il mio amico pugliese lo cerca tramite “network”.. peccato che qua non funzioni (non vi dico che storie fa pur di farsi raccomandare..) e cosi’ e’ ancora in cerca da oltre un anno. Insomma anche in Veneto ci sono raccomandati, ma c’e’ modo e modo, uno si da’ anche da fare! Io penso che tu esprima quello che molti pensano, ma si vergognano di dirlo. Se qualcuno ha la coda di paglia, beh dimostri CON I FATTI che non e’ vero quel che si dice.

        • The Witch Of Oz lunedì 23 gennaio 2012 alle 6:29 am

          beh io sono napoletana. anzi napoletanissima.
          e me ne vanto. perchè la mia cultura, la tradizione e la cucina e la lingua sono di quanto più antico e bello possibile.
          eppure non ho mai chiesto o avuto una raccomandazione.
          quando sono andata a fare un colloquio di lavoro in una società dove lavorava mio zio (e che avrebbe potuto “aiutarmi”) ho rifiutato di farglielo sapere. ho fatto il colloquio, sono stata presa e solo dopo gli ho detto che avrei lavorato li anche io. 🙂
          certo non sono tutti come me e i miei amici, sia ben chiaro. ma non fate di un’erba un facio per favore. perchè il napoletano non è quello che chiede la raccomandazione. il napoletano si fa in 4 per guadagnarsi quello che ha. perchè qui nessuno ti regala niente purtroppo.
          le raccomandazioni ci sono. figli di dottori che diventano dottori. parenti che lavorano nello stesso luogo (pubblico, come ufficio postale o università).
          ma il napoletano vero, ha vergogna e inorridisce. purtroppo c’è gente e gente, ma ti assicuro che noi quelli così, non li consideriamo nemmeno. secondo te perchè se ne vanno? 😉

  15. u giovedì 19 gennaio 2012 alle 4:11 am

    Bellissimo articolo uscito il mese scorso sulle reali cause dell’incidente aereo del 2009, gli ingegnerei tra di voi apprezzeranno: http://www.popularmechanics.com/technology/aviation/crashes/what-really-happened-aboard-air-france-447-6611877-2

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