Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Se diventassimo dei tedeschi qualunque

Oggi ho avuto a che fare con questo tipo nordeuropeo, diciamo olandese, esperto in sicurezza. Parla con un’altra tipa di human errors, e cita il naufragio della Costa Concordia, frutto a suo avviso della cultura italiana del pressapochismo e della sottovalutazione sistematica dei rischi, dovuta a suo dire alla cultura del machismo imperante in Italia. Insomma, sembra che questo “esperto” proprio non rieasca a togliersi dalla testa il classico stereotipo che identifica l’italiano come un terruncello in canotta e occhiale a specchio, capelllo nero impomatato, vespa senza casco mentre cerca di abbordare ad alta voce le tipe che passano per strada.

Io a sentire quelle frasi mi sarei quasi quasi intromesso, ricordandogli magari che dopo il Giappone l’Italia ha la seconda rete ferroviaria piu’ sicura al mondo (sebbene sgangerata). O magari ricordandogli che uno dei market leader nella produzione di elicotteri e’ italiano, e se vendiamo gli elicotteri in giro per il mondo magari di sicurezza qualcosa ne sappiamo anche noi. O magari avrei potuto buttarla in rissa, dal basso della mia italianita’ di buono a nulla, chiedendogli quand’e’ che una macchina olandese ha vinto l’ultimo campionato di F1. Cosi’, tanto per sapere. O l’ultimo mondiale di rally, o mondiale motogp.

Invece mi sono morso la lingua e non ho risposto. Anche se sapeva che sentivo e sapevo che si aspettava una reazione, visto che parlava di fronte a un italiano che e’ la cosa piu’ lontana al mondo rispetto allo stereotipo che aveva presentato lui.

Non ho reagito perche’ in fondo, beh… ha ragione lui. Siamo cosi’, noi italiani. una parte di noi, di ognuno di noi, grande o piccola che sia, e’ cosi’. E’ vero: l’italiano che descrive lui esiste e si comporta esattamente cosi’. Ma allo stesso tempo, c’e’ anche l’italiano che e’ meccanico della ferrari, o ingegnere nella multinazionale. C’e’ l’italiano che sbaglia i congiuntivi, e contemporaneamente abbiamo l’azzeccagarbugli di professione. Abbiamo inventato il diritto e siamo la nazione sviluppata che infrange di piu’ la legge. Abbiamo inventato sia i mafiosi che i martiri di mafia. Abbiamo il nobile con la erre moscia che non ha mai lavorato un giorno in vita sua ridotto a vendersi i quadri di famiglia per ripagarsi i debiti, e il miliardario veneto con la quinta elementare che ci ficca la bestemmia una parola si e una no, lavora 87 ore la settimana solo di straordinario ed e’ andato in vacanza l’ultima volta nel 1982.

Abbiamo l’operaio siciliano che si fa un culo cosi’ per arrivare a fine mese e gli chiudono la fabbrica, e il dipendente pubblico lombardo che si fa timbrare il cartellino a scrocco dai colleghi ma poi vota lega perche’ secondo lui Roma e’ ladrona. Perche’ in Italia siamo cosi’: genio e merda, Ferrari GTO e Fiat Duna sfornate dallo stesso gruppo, eccellenza e ignoranza, gente vestita di Armani che fuma sigarette di contrabbando, architettura divina e abusivismo terreno, l’Opera di Verdi e Gigi d’Alessio. Abbiamo una nazionale di calcio che tutti criticano (noi per primi) e che nessuno rispetta, ma le sue belle quattro coppe del mondo in bacheca ce le ha, e tutti noi sappiamo che non saranno certo le ultime che portiamo a casa. Gli olandesi sono sempre visti come quelli che fanno il bel calcio, mentre noi siamo i catenacciari… pero’ poi guarda caso la coppa l’alziamo noi, e loro sucano.

Siamo bravi a parlare, noi Italiani. Quello si. Abbiamo le caste e le lotte interne, i dibattiti in TV e i giornali di partito. E poi abbiamo l’omertà e il doppiopesismo, Lucio Dalla col funerale in chiesa solo perché non aveva mai rivelato di essere gay. La vita in Italia e’ un’eterna lotta tra il bene e il male, con bene e male che si scambiano le parti di continuo. Abbiamo milanisti di sinistra che maledicono le leggi ad personam ma tirano un sospiro di sollievo ogni volta che Berlusconi viene prescritto, perche’ sanno bene che il giorno in cui smette di staccare l’assegnino a fine anno il Milan finisce in B senza passare dal Via. Abbiamo Peppone e Don Camillo: un esercito di chiesaroli che pontifica contro l’uso del preservativo, ma poi quando gli capita vallo a sapere quante sono quelle che vanno ad abortire in segreto. Dall’altra parte la moltitudine degli atei e degli agnostici, e vallo a sapere quanti di questi sul letto di morte chiameranno il prete per dirgli che ci han ripensato, che in fondo si scherzava, che mi raccomando padre ci metta una buona parola per me.

E io che credevo di essere in una societa’ multiculturale, qui in Australia. Perche’ certo, qui ci sono i cinesi e gli indiani, gli italiani e i greci, gli aborigeni e gli ex-galeotti britannici. Tutti sotto le stesse regole, tutti piatti e uniformi come giapponesi che saltano la corda. Ma in Italia… ci sono gli italiani: piu’ multiculturali di cosi’! C’e’ la regola e il caos, l’eccellenza e il paraculo, il Trota e l’esercito dei cervelli in fuga, il Bravo e il Fortunato, Fantozzi e il visconte Cobram, Schettino con la moldava in cabina e la scialuppa pronta per fuggire mentre dall’altra parte abbiamo riempito e riempiamo il mondo di Viaggiatori con due palle cosi’. Il tamarro in scooter che abborda le tipe e il Montessori usato in ogni paese come metodo d’educazione.

Cosa c’e’ di piu’ multiculurale di questo? E cosa puoi dire a un olandese se non che ha ragione, che siamo cosi’, o che per lo meno lo e’ una delle nostre mille facce? Ma guai a toccarcela, questa faccia, perche’ se la perdessimo potremmo perfino rischiare di non essere piu’ noi, di perdere il nostro genio, la nostra imprevedibilita’, e magari trasformarci – vuoi mai! – in dei banali, freddi, perfetti, mediocri tedeschi qualunque.

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27 risposte a “Se diventassimo dei tedeschi qualunque

  1. gas12n lunedì 5 marzo 2012 alle 5:18 pm

    Gli Olandesi? Famosi per i mulini al vento, i tulipani e la droga facile. E per gli interisti c’è Snejder! Questo è quanto!

  2. Stila lunedì 5 marzo 2012 alle 6:40 pm

    Come i tedeschi? Naaaaah, sai che noia poi.
    I giappofili parlano tanto dell’impossibilità di capire completamente il Giappone e i giapponesi, ma mi chiedo quanta gente ci sia al mondo che capisce davvero l’Italia.

  3. Riccardo lunedì 5 marzo 2012 alle 6:47 pm

    Recentemente, ad un convegno tenuto da un tedesco a Roma, lo stesso ci invitava in inglese a presentarci alle 14.30 dopo il pranzo. Dopo una breve pausa commentava con i suoi amici: “forse dovevo dirlo in italiano”.Chiaramente ironizzando sui nostri ritardi. Mi sono morso la lingua anch’io, limitandomi a dire che non era “fair” la sua affermazione. La voglia di rispondergli se aveva intenzione di fucilare uno ogni 10 che arrivava in ritardo e’ stata pero’ molta.Ti capisco comunque, io sono di Torino e sapessi quante volte mi hanno dato del paisa’ in America.(vedi altro post) I pregiudizi e razzismo sono proprio figli dell’ignoranza

    • Tonari martedì 6 marzo 2012 alle 9:46 pm

      E toglimi la curiosità: alla fine siete stati tutti puntuali?

      • Riccardo mercoledì 7 marzo 2012 alle 3:50 am

        No, i romani sono arrivati con mezz’ora di ritardo….

        • Tonari mercoledì 7 marzo 2012 alle 5:44 am

          E quindi come vedi incazzarsi è inutile, l’unico modo per sfatare i miti è semplicemente dimostrare il contrario.
          Ho a che fare quotidianamente con svizzeri, tedeschi e giapponesi. Forse ironizzano una volta o due, ma quando vedono che tra le mie qualità c’è quella di arrivare in orario lo stereotipo viene accantonato per un più confortante “E’ un tipo puntuale.” e “Tonari” e “gli italiani” diventano due entità distinte com’è normale che sia.

  4. Emanuele lunedì 5 marzo 2012 alle 7:03 pm

    Tra tutte le cose che possono essere portate a esempio negativo il caso della Concordia per ora mi sembra il meno indicato. Perché ancora non ho capito cosa è successo. Una manovra che viene fatta automaticamente, che è stata fatta centinaia e centinaia di volte senza problemi, che soprattutto viene fatta di giorno d’estate, non di notte d’inverno quando non c’è nessuno che ti guarda e quindi non ha senso, e che finora in base a quello che viene fuori dalle indagini resta senza spiegazione, non mi sembra l’argomento più adatto da portare a esempio.
    Poi certo, cose come la telefonata che non poteva e doveva essere resa pubblica e che naturalmente lo è diventata hanno contribuito a creare questa immagine ma l’olandese che si basa su questo senza che si sia ancora stabilita la verità dimostra di essere un superficiale al pari dei pennivendoli e commentatori da bar italiani. La prossima volta fagli presente che è strano che dall’alto della sua superiorità razziale non veda quanto sopra.

  5. Alberto lunedì 5 marzo 2012 alle 10:20 pm

    Albi, mi traduci questo post, in un inglese passabile e non maccheronico come il mio? devo diffondere “IL VERBO”

  6. kitsune lunedì 5 marzo 2012 alle 11:59 pm

    quanto amo i tuoi post Albino!! 😀
    (e non commento mai perchè sono sempre d’accordo per cui non ho molto da ribattere! :P)

  7. Mario martedì 6 marzo 2012 alle 1:48 am

    Girolamo Panzetta, l’italiano piú famoso in Giappone, diventando ricco esportando l’italiano medio all’estero. Girolamo è “l’Italia” agli occhi dei Giapponesi, che continuano a vedere l’Italiano medio come un furfantello furbacchione allegrone mangia-pizza.
    Purtroppo saremo sempre identificati cosí nel mondo, almeno saremo identificati cosí dal “popolo medio”, l’italiano medio è effettivamente cosí, e il popolino australiano olandese o tedesco ci vedrà sempre cosí.
    Poi ci sono le eccellenze, ma ci sono ovunque in tutto il mondo, la fuga dei cervelli nn avviene solo in Italia ma in tutto il mondo, ma il ceto medio resterà sempre ignorante in tutto il mondo.

  8. ben.bas martedì 6 marzo 2012 alle 2:17 am

    ahahah “e loro sucano” ahahah. Bel post, complimenti!

  9. Bea martedì 6 marzo 2012 alle 3:09 am

    Vero, vero, vero. Per contrastare questo stato di cose io mi impegno a rispondere in maniera sincera alle classiche domande che ti fanno quando sentono che sei italiano. “No, non siamo sempre allegri” “No, ci sono anche uomini italiani stronzi, o timidi, o sfigati” “No, c’è un sacco di gente che si veste di merda” e via dicendo…
    Tra l’altro vorrei sentire un parere sul fatto che, secondo me, il modo di parlare degli italiani è molto più ermetico di quello dei giapponesi. Ovviamente contestualizzando il tutto tra gente di stessa madrelingua. Ma forse, Albino, mi pare che tu abbia già scritto qualcosa in proposito…

  10. lucka1995 martedì 6 marzo 2012 alle 3:48 am

    Albino colpisce ancora! 😀

  11. from uk martedì 6 marzo 2012 alle 3:54 am

    schettino calza perfettamente lo stereotipo negativo dell’Italiano sfortunatamente.
    Che ci vuoi fare siamo fatti così.

  12. The Witch Of Oz martedì 6 marzo 2012 alle 4:45 am

    il problema è appunto che noi sembriamo essere sotto l’occhio dei riflettori delle cose negative…
    i loro buzzurroni, pazzi, cafoni, ignoranti, superficiali, nessuno se li in*ula…

  13. niki mercoledì 7 marzo 2012 alle 7:51 am

    Hai sempre un punto di vista particolare. Magari non sempre nuovissimo, ma con sfumature ed espressioni e puntualizzazioni assolutamente non banali né scontate.
    E con un’onestà intellettuale affascinante.
    Ciao Albino.

  14. tg giovedì 8 marzo 2012 alle 6:16 am

    bellissimo post!! uno dei migliori!!!

  15. Allison Burne martedì 13 marzo 2012 alle 6:24 am

    E’ inutile contestare la realtà. Cercate di migliorare, ma non troppo, mi raccomando :))

  16. Jeppy domenica 25 marzo 2012 alle 1:37 am

    La squadra che ha vinto il campionato di F1 (la RedBull) è austriaca, non olandese, ovviamente è austriaca solo per la licenza e perché l’azienda è austriaca, ma la fabbrica e la factory sono a Berckley, al nord di Londra

  17. elicarmi mercoledì 28 marzo 2012 alle 3:10 am

    mi preferisco italiana tutto quel vuoi che olandese…

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