Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi giornalieri: venerdì 30 marzo 2012

Repubblica Delle Aviobanane vs Too Easy, Mate

Nastro bagagli, aeroporto di Roma, marzo 2005.
Cambio aereo da Venezia a Roma in direzione Australia. Aspettiamo i bagagli per 10 minuti, nastro fermo. 15 minuti, niente. 20 minuti: alleluja! Si muove il nastro. Mezz’ora: eccoli, i tanto sospirati bagagli! Ma che peccato: check-in chiuso, aereo perso, coincidenza andata, Australia adios.
Grazie Roma, cantava Venditti. E pure io, ma con ben altro spirito, tipo quello con cui i nordcoreani pensano ai sudcoreani.

Nastro bagagli, aeroporto di Roma, dicembre 2011.
Aspetto i bagagli per 10 minuti, nastro fermo. 15 minuti, niente. 20 minuti, si muove il nastro, ma io non canto certo vittoria, memore del 2005. Esce una valigia, due, poi si ferma di nuovo.

La gente si spazientisce e inizia ad accalcarsi attorno al nastro: un po’ perche’ stiamo parlando di italiani trogloditi (ciccini belli, non e’ che se vi accalcate sul nastro le valigie arrivano prima), un po’ perche’ ci sono altrettanti trogloditi che non stanno facendo o non sanno fare o non vogliono fare il loro lavoro dall’altra parte del nastro. No, perche’ ad uno a un certo punto viene pure da chiedersi come mai, e forse e’ meglio non specularci sopra troppo, perche’ si sa che in Italia non e’ mai colpa di nessuno. Probabilmente dietro le quinte c’e’ un’azienda che se ne fotte del passeggero (ché tanto di turisti a Roma l’e’ pieno), un subcontractor che taglia sul personale per mangiarci sopra, il poco personale sottopagato, svogliato, in costante pausa sigaretta – e magari la ciliegina sulla torta, a dare il tocco di classe: un bel software antiquato e incriccato di gestione bagagli, di quelli che girano ancora su PC anteguerra col monitor polverosi a tubo catodico – me li vedo come se li avessi davanti, me li vedo…

Nastro bagagli, aeroporto di Tokyo/Melbourne/Brisbane/Perth/Sydney/altrove nel mondo civilizzato
Decine e decine di voli, sia domestici che internazionali, e mai un solo problema, mai un ritardo, mai una pagliuzza fuori posto. Sara’ un caso? Forse si, perche’ a dire il vero non ho mai avuto problemi nemmeno a Venezia. Ma si sa, il veneto c’ha un po’ di sangue austriaco nelle vene, sara’ per quello? (si fa per dire: i problemi all”aeroporto di Venezia ci sono e sono ben altri, tipo per esempio il banco Alitalia, o quell’assurda security con file chilometriche che mescola voli nazionali e internazionali. Tsk).

Nastro bagagli, aeroporto di Sydney, l’altro ieri.
Arrivati a Sydney da Perth, a me e a un’altra ventina di passeggeri non e’ stato consegnato il bagaglio. Prima volta che mi succede in piu’ di un centinaio di voli in Australia. Tempo di accorgercene, e ci siamo diretti allo sportello bagagli. Tempo di dirlo, e l’addetto al banco ha schiacciato un pulsante rosso sul banco.

Tempo di schiacciare il pulsante, e altri DUE addetti sono usciti in tutta fretta a smistare la fila. Gentilezza ed efficienza: 10 e lode.

Tempo di spiegarsi, e hanno fatto un paio di telefonate. Nel giro di un secondo ci hanno dato un modulo da compilare, e ci hanno mandato a casa senza bagaglio dicendoci che per un disguido (rottura dei un nastro) le nostre valigie erano rimaste a Perth, e sarebbero arrivate col volo successivo (erano le 9 di sera, quindi quello che arrivava alle 6 di mattina).

Ore 7:30 del giorno dopo, mi chiamano: il bagaglio e’ qui, mo’ te lo portiamo a casa.

Tornato a casa al sera, mi accorgo che il bagaglio ha una piccola crepa sul fondo. Chiamo il numero verde, mi risponde in due secondi una tipa, la quale mi fa un paio di domande, mi da l’indirizzo di un negozio di valigie in centro e mi dice di portare il bagaglio li’: dopo l’ispezione vedono se possono ripararlo, altrimenti me ne danno uno nuovo in sostituzione.

In Italia, come ben sapete, se avessi chiamato per un bagaglio danneggiato probabilmente sarebbe andata cosi’.

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