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Segreti e bugie

Tenere un blog per alcuni (per me) e’ una sfida. Una sfida tra la voglia di raccontare e il bisogno di mantenere la propria privacy. Perche’ le strade da scegliere sono due e due soltanto: o blocchi tutto con una password, oppure eviti di raccontare la tua vita privata. Perche’ l’internet e’ aperto e accessibile a tutti – colleghi di lavoro presenti passati e futuri, amici presenti passati e futuri, e poi amici degli amici, conoscenti dei conoscenti, di tutto di piu’.

Alcuni diranno che c’e’ pure una terza via: cercare di restare anonimi. Cambiare nomi, situazioni, confondere le acque, non collegare il tuo blog ai social network, non dire ai tuoi conoscenti che tieni un blog. Ma se parli della tua vita viene comunque fuori chi sei, prima o poi, e il giorno che ti beccano devi comunque rispondere di quello che hai scritto – perche’ io lo so bene che l’anonimato ti spinge a scrivere tutto, a creare iperboli di sentimenti e situazioni legate allo stato d’animo del momento, cui poi magari nemmeno tu credi fino in fondo.

E allora, che si fa.

Che si fa quando sai che ti leggono conoscenti, ex colleghi, amici d’infanzia, parenti? Che si fa quando sai che potrebbe leggerti in teoria anche il tuo capo, il tuo direttore generale, il collega della scrivania a fianco, il vicino di casa dei tuoi?

Sotto varie forme e situazioni io tengo un blog dal lontano 2004 (o 2003?). Nel corso degli anni ho imparato a mie spese che quello che scrivo resta, indelebile (o quasi). E’ tutto li’, nero su bianco: altro che la timeline di facebook. Nei blog puoi scavare nel passato di una persona, leggerne i pensieri e le opinioni indietro di anni, di lustri. Per quel che ne so un giorno i miei figli magari leggeranno le cagate che scrivo adesso.

E nel corso degli anni ho imparato che non fare nomi non e’ sufficiente a garantire l’anonimato. Era forse il 2004 quando, forte dell’anonimato del mio piccolo proto-blog da 10 lettori la settimana, mi son messo a criticare in maniera troppo dura e “romanzata” alcuni amici (senza scriverne i nomi pero’, come se nessuno potesse capire di chi si trattasse) e questi dopo essersi riconosciuti nelle mie parole sono venuti a suonarmi il campanello di casa, (giustamente) furibondi.

E nel corso degli anni ho imparato che l’uso della lingua italiana non e’ una barriera per gli stranieri. Come ai tempi in cui uscivo con due tipe contemporaneamente e forte della barriera linguistica lo raccontavo sul vecchio Bello Onesto (non so chi si ricorda la saga di femmina1 e femmina2, era tipo il 2007 o giu’ di li’), fino a quando una delle due dopo aver trovato il mio blog e averlo schiaffato nel traduttore di google mi ha chiamato alle 2 di notte, in lacrime.

Purtroppo e’ cosi’, cari lettori. Alcuni di voi si lamentano del fatto che questo blog e’ diventato meno brillante da quando ho lasciato il Giappone. Il fatto pero’ e’ che e’ il rapporto tra la mia vita e questo blog ad essere cambiato, e questo e’ stato indipendente dal Giappone. Ora sono connesso su twitter e su facebook – chi mi conosce sa dove leggermi. Ho scritto un romanzo firmato col mio nome e il mio cognome e l’ho pubblicizzato sul blog. In teoria il blog potrebbe influire sulla mia carriera, se qualche pezzo piu’ o meno grosso della mia compagnia si sognasse di andarselo a leggere e non lo trovasse di suo gusto. E col passare del tempo il mio bacino di utenti si espande, e con esso i potenziali “curiosi” che mi conoscono e vengono a sbirciare cio’ che scrivo.

Non per nulla ora mi trovo qui a Tokyo, e ancora non posso raccontare quello che sto vivendo.

Ieri mi e’ successa una cosa terribile. Scioccante. Allucinante. Tre ore prima mi trovavo in un pub con due giappine, risate chiacchiere e birra a fiumi. Tre ore dopo tornavo a casa sotto la pioggia, in silenzioso shock, quasi con la voglia di piangere. Pero’ purtroppo quello che e’ successo in quelle tre ore non lo posso scrivere, ne’ qui e ne’ altrove, ne’ ora ne mai. E pure se questo blog fosse stato anonimo o l’avessi scritta dietro la protezione di una password, forse non mi avrebbe creduto nessuno.

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23 risposte a “Segreti e bugie

  1. Sunny Bea sabato 5 maggio 2012 alle 6:08 pm

    Sei grande.
    Leggendo il tuo blog però, devo dire che, più passa il tempo, più diventi diplomatico nel raccontare. Che è bene, ma forse toglie un pò di quello che sei tu veramente. Credo che il modo in cui tu scrivi sia il giusto mix, o almeno è quello che traspare leggendoti.
    PS. L’ultimo paragrafo è degno di essere l’inizio di un libro di Faletti.

  2. Fabiusli sabato 5 maggio 2012 alle 6:27 pm

    …che le due giappine erano due giappini?

    (sdrammatizzo :p)

  3. Stila sabato 5 maggio 2012 alle 6:53 pm

    Avendo anch’io un blog, capisco perfettamente il dilemma del “posso scriverlo?”. Per questi versi il blog è un’arma a doppio taglio.
    Qualunque sia la cosa scioccante, vado sul sicuro mandandoti un abbraccio, che non fa mai male 🙂

  4. The Witch Of Oz sabato 5 maggio 2012 alle 7:36 pm

    uhhh e io però lo voglio sapere!!! ha qualcosa a che fare con l’essere gaijin? e tutto quello che implica questo in un rapporto con le giappine? 😦
    capisco perfettamente il tuo punto di vista…
    però attento: se tanti lettori ti leggono è proprio per come scrivi… se cominci a perdere punti nel tuo rapporto col tuo blog, molti lettori non ti leggeranno più forse… e quindi, però poi, potrai ricominciare a scrivere, e allora verranno altri lettori e tu rismetterai, ecc… ecc.. in un ciclo infinito 😀
    insomma, ciò che sei oggi è ciò che attira le persone nel tuo blog. se tu dovessi cambiarlo… 😦
    però scusa, metti i post con password…io faccio così, sono una del 3 tipo che hai scritto, nessuno di quelli che conosco sa del blog, anche se ovviamente leggendolo si capisce, cambio i nomi e racconto cose palesemente conducibili a me solo con post sotto password…
    ci sono poi anche i post che puoi “vedere solo tu” nelle impostazioni della privacy…

  5. kirù sabato 5 maggio 2012 alle 8:00 pm

    Mi hai fatto preoccupare. Spero che non sia successo nulla che abbia potuto mettere in pericolo la tua incolumità. Ti mando anch’io un abbraccio.

  6. Gruk sabato 5 maggio 2012 alle 10:24 pm

    Il problema non è tanto se ti leggono conoscenti, amici, familiari eccetera, finché non diffami nessuno sticazzi di quello che possono pensare. Il problema è quando il tuo capo legge sul social network o sul blog che boh, che ne so, ti piacciono le giappine e te ne fa un problema, perché non dovrebbero proprio essere cazzi che gli riguardano.

  7. james76 sabato 5 maggio 2012 alle 10:39 pm

    In merito alla qualità del blog,Stai diventando un vip oppure invecchiando cominci a farti qualche scrupolo di troppo? Per la fine del post, spero sia nulla di grave e che tu stia bene in ogni caso! Continua così.. Ciao

  8. Blanche domenica 6 maggio 2012 alle 1:19 am

    Bè, semplicemente le persone cambiano…E anche i blog! Scrivendo i tuoi pensieri, raccogliendoci intorno sempre più “curiosi”, hai pian piano capito cosa va detto e cosa no, e hai trasformato il tuo modo di raccontare: io non ci vedo nulla di male. Il problema della privacy c’è sempre stato, solo che l’hai scoperto poco a poco (a tue spese…). Visto che c’è la tua vita di mezzo direi che è lecito farsi due scrupoli a raccontare tutto a destra e sinistra: oh, poi pazienza se qualcuno si lamenta che il blog ha perso lucentezza. Alla fine, vale la pena avere dei lettori che ti seguono morbosamente solo per venire a sapere i fatti tuoi con giappine o che so io?
    Per quel che riguarda la tua esperienza mistica delle 3 ore, come tutti gli altri ti abbraccio anche io ma sono certa che sopravviveremo tutti (noi e tu) anche senza che tu ce la descriva 😀
    Stammibbbene!

  9. lele domenica 6 maggio 2012 alle 2:58 am

    leggo il tuo blog da quando eri in giappone (o poco prima) e devo dire che forse ora continuo a leggerti perchè spero, prima o poi, ritornino quei vecchi post riguardanti le tue avventure/esperienze personali di cui non ti facevi molti riguardi a parlarrne.
    Poi posso capire i tuoi dubbi attuali (d’altronde li avrei anch’io) però credo, come diceva appunto qualcuno prima di me, che molti dei tuoi “followers” lo sono diventati per quello che scrivevi tempo fa. Poi non che ora il blog sia noioso, solo un pò meno interessante 🙂

  10. tg domenica 6 maggio 2012 alle 6:21 am

    comunque…. meglio non scrivere niente che scrivere cose a metà.

  11. ivabellini domenica 6 maggio 2012 alle 6:38 am

    Albi, la sintesiiiiiiiiiiiiii!!!!! deve essere capitato qualcosa di micidiale per averti fatto sbrodolare un infinità di parole così! ….adesso vado a cercarmi femmina1….

  12. Akanishi domenica 6 maggio 2012 alle 9:57 am

    azz. che vita movimentata.

  13. majin domenica 6 maggio 2012 alle 5:36 pm

    eh ma qui si tira in ballo il mitico Estiqaatsi

  14. Lorenzo Petrone lunedì 7 maggio 2012 alle 4:25 am

    Però belin sei un po’ un suino.

    Non puoi accennare vagamente qualcosa se poi non lo racconti! Cioè sì tecnicamente puoi, l’hai fatto, ma è crudeltà!

    Vai di post protetto da password e bona.

    • hagane80 lunedì 7 maggio 2012 alle 12:39 pm

      Sono d’accordo… anch’io sono curiosa di sapere cosa ti è successo (spero niente di davvero grave, sinceramente).
      Riguardo al tuo post, hai ragione: è difficile mantenere l’anonimato su internet. Io cerco di usare un altro nome ed evitare di linkare social network e profili personali. Ovviamente non è abbastanza.
      Mi sono rassegnata a mettere la password ai post più personali, soprattutto quelli dove “sparlo” di lavoro, studenti, eccetera.
      Tutto il resto non mi interessa che venga letto da tutti… se qualcuno mi riconosce, amen! 😉

  15. nikitesoroni lunedì 7 maggio 2012 alle 6:21 am

    ma adesso stai meglio? Mi hai fatta preoccupare (lo so ho il complesso da mamma italiana ma insomma…)

  16. elicarmi lunedì 7 maggio 2012 alle 7:32 am

    ti feci questa domanda un po di anni fa e ricordo anche la risposta che mi diedi…ora non so che ti sia successo spero solo che sia una cosa passeggera e che non abbia a che vedere ne col tuo futuro privato ne pubblico…ti mando un abbraccio forte!!

  17. Giulia Mingazzini (@JulesRocker87) lunedì 7 maggio 2012 alle 6:26 pm

    Quello che hai affrontato ampiamente in questo post, è il motivo per cui io non riesco a tenere un blog, ma tengo un diario. Sono possessiva verso le mie esperienze, i ricordi, la mia vita, e trovo buono parlarne solamente se sono la prima persona a raccontare queste cose, di fronte al mio diretto interlocutore.
    Quoto quanto detto sopra, che lanciare una bomba del genere a noi che ti seguiamo da anni è crudele, perché in primis mi dispiace tu stia così, e in secondo piano la curiosità che è normale nell’essere umano, brucia come il fuoco.
    Spero sinceramente che non sia nulla di grave e mi associo agli abbracci generali, che non fanno mai male, sperando che questo momento di crisi passi in fretta come è arrivato.

    Anche se siamo solamente parole in dei commenti, o occhi che leggono le tue parole, penso che dirti un “ti voglio bene” sia un gesto che in tanti condividono.

    A presto, Albino.

    Jules

  18. Pingback:Giappone e Italia, uniti nel segno delle terme « Tokyo Hell

  19. Ale sabato 2 giugno 2012 alle 6:42 am

    Non è che ci stai infinocchiando un pochino?

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