Alle porte di Tannhäuser

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Sulle condizioni lavorative in Australia

Mi si chiede a gran voce (in realta’ solo tg, ma vabbe’ facciamo finta) di descrivere un attimo il mercato del lavoro australiano. Eppero’ non c’ho tempo, sono in sort-of pausa pranzo, ho una teleconferenza che scatta a minuti e quindi mi tocchera’ essere veloce e sintetico.

Mercato del lavoro in Australia. Bella domanda. Lo stereotipo dice che qua ci sono stipendi alti (come in America) ma poca industria manifatturiera (piu’ che altro miniere). In realta’ le miniere corrispondono a circa il 10% del PIL. E il resto? In effetti di marche australiane non e’ che se ne senta parlare, a parte Billabong forse, e poco altro. E allora com’e’ che l’Australia ha un terzo del PIL dell’Italia, ovvero piu’ o meno lo stesso PIL pro-capite se contiamo che sono 20 milioni? (almeno cosi’ mi par di ricordare – magari mi sbaglio perche’ questi sono i dati di 7-8 anni fa, ma nel frattempo l’economia qui e’ cresciuta mentre quella italiana… vabbe’).

La risposta e’ ovvia. Pecore. Buoi. Pelle di canguro. Agricoltura, vino, banane in Giappone, carote in USA. Indotto. Infrastrutture e industria locale di quella che sembra una nazione, ma in realta’ e’ un continente grande come l’Europa. Ecco. E turismo.

E allora, com’e’ che un ingegnere di 35 anni in Italia si fa un culo cosi’ e prende forse 2000 euro al mese, mentre un ingegnere di pari eta’ qui se e’ bravo lavora 9-17 e prende stipendi a 4 zeri? La risposta e’ complessa e articolata, e oggi non abbiamo tanto tempo a disposizione. Ma butto li’ a caso un paio di ragioni e motivi tanto per far partire la discussione. Poi approfondiremo, se siete interessati.

1) Poca gente, tanta terra = poca concorrenza, tante occasioni. Honestly: qua c’e’ spazio per qualche decina di milioni di persone in piu’. Raddoppia la popolazione dell’Australia e poi vedi come si riducono gli stipendi. Il fatto e’ che qui c’e’ abbondanza di risorse ma scarsita’ di manodopera e cervelli, ragion per cui ci si puo’ fare una carriera MOLTO piu’ facilmente che altrove.

2) (questo e’ uno stereotipo spudorato e becero, ma lo ficco lo stesso perche’ come ogni stereotipo che si rispetti ha un fondo di verita’). "Il sogno aussie" e’ diverso dal sogno americano (parto con niente e divento miliardario), ma in certi versi simile. Diciamolo: come cultura gli australiani amano i soldi come gli americani, ma a differenza degli yankees qui non amano far troppa fatica. Ecco perce’ e’ pieno stracolmo di agenti immobiliari, agenti finanziari e consulenti vari, ma mancano ingegneri, medici, veterinari, panettieri, infermieri. Dite che fare il medico o l’ingegnere non sono lavori logoranti? Eh ma prima di sedersi dietro la scrivania bisogna passare gli esami universitari: e’ quella la fatica! (e chi ce la fa a star seduto sui libri di fisica quando furoi c’e’ un sole da surf?).

3) Differenza fondamentale tra l’Italia e l’Australia e’ il famigerato Contratto Nazionale. In Italia prendono tutti lo stesso a causa del contratto nazionale, che e’ una cosa creata per costringere i datori di lavoro a pagare salari "giusti" ai dipendenti. Questo in Italia ha creato non solo uno strapotere del sindacato (che qui non c’e’ – il sindacato in Australia difende i lavoratori, mentre quello in Italia difende i propri tesserati e i propri interessi di casta), ma ha ucciso ogni concorrenza tra azienda. In Australia esistono i salari minimi, ma nessuno ti viene a dire cosa devi pagare i tuoi dipendenti. Cosi’ se un’azienda A e un’azienda B si fanno concorrenza e pescano nello stesso bacino di potenziali candidati… beh, vince semplicemente chi offre di piu’. Ecco perche’ in Italia ci sono i salari piu’ bassi d’Europa: le aziende pagano tutte piu’ o meno uguale, quindi la gente non cambia mai lavoro, quindi le aziende non aumentano gli stipendi. Semplice.

4) Altra differenza tra Australia e Italia: la gente non e’ tutta uguale. In Italia comanda una sorta di buonismo di estrazione un po’ socialista, un po’ cattolica, secondo il quale un lavoratore e’ uguale a un altro. In Australia no: se sei bravo ti vogliono piu’ aziende, ti pagano di piu’, ti chiedono di piu’. Quindi: qui non e’ che tutti prendono 5 o 10mila euro al mese. Solo i piu’ bravi lo fanno. Chi e’ bravo e’ ricercato, chi e’ bravo e’ pagato di piu’. Chi vuole solo farsi le sue 8 ore e non sale di salario ne’ di mansione, e resta sempre li’. Io da quando mi siedo in scrivania la mattina a quando mi alzo la sera lavoro a velocita’ supersonica, do tutto, le penso tutte pur di aumentare il fatturato della mia azienda. Perche’ se faccio bene il mio stipendio aumenta, la mia mansione aumenta. Perche’ la mia azienda sa che se sono bravo e non mi aumenta lo stipendio, basta solo che io mi guardi intorno per un paio di mesi e trovo chi mi da i soldi che voglio. Prendete nota del nome: si chiama meritocrazia.

5) Le tasse in Australia sono molto, ma molto minori rispetto all’Italia. Se in Italia ti tassano al 50%, qua ti tassano intorno al 35%, tutto compreso. Fatevi due conti: se due datori di lavoro australiano e italiano pagano lo stesso al lordo, il lavoratore australiano a fine mese si ritrova con un bel 30% in piu’ in busta paga. Vi chiederete ora: come mai le tasse sono piu’ basse? Beh, il motivo principale e’ che qua hai pensione privata (e non pubblica) e sanita’ molto light, diciamo (il medico di base si paga, per dirne una). Ma soprattutto: qua il debito pubblico e’ molto basso, grazie alle risorse minerarie e a governi passati un attimino piu’ avveduti dei nostri. (bisogna dire anche, pero’, che l’Australia in quando a infrastrutture pubbliche fa veramente schifo. Qualche linea di metro o di treno nelle metropoli ce la potevano pure mettere, li mortacci…).

6) C’era un punto 6 ma me lo sono dimenticato. E ora devo scappare in riunione. Vado.

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12 risposte a “Sulle condizioni lavorative in Australia

  1. Michy giovedì 31 maggio 2012 alle 4:47 pm

    Da perfetto ingegnere hai fatto un quadro preciso della situazione..e capisco perché la tua azienda non ti lasci scappare (vedi al punto 4)! Attendo comunque l’annotazione 6 😀

  2. Mario venerdì 1 giugno 2012 alle 12:43 am

    Non è proprio così, riguardo il punto 5
    In Italia dire che ci sono stipendi bassi è troppo riduttivo, dire che non esiste la meritocrazia è altamente riduttivo
    Lo stipendio è basso rispetto alla media europea perché il Cuneo fiscale è alto.
    La famosa generazione mille euro tanto acclamata poco tempo fa io la definirei generazione 2400 euro perché quello è il costo mensile ( comprensivo di 13esima e 14 esima) che una azienda italiana ha nell assumere un milleeuro
    Tra mille e 2400 (Cuneo fiscale) c’è una bella differenza. Gli stipendi a 6 zeri che tanto ripeti nei tuoi post ci sarebbero anche qui se quel Cuneo fosse rivisto a ribasso. Pensi che ad una azienda italiana faccia piacere retribuire un suo dipendente di soli 1000 euro sapendo che il 16 di ogni mese dovrà versare la restante parte all’agenzia dell’entrate?
    Non parlate sempre seguendo i classici stereotipi dettati dal sentito dire o da lí è cosí e qui è colí

    • albino venerdì 1 giugno 2012 alle 7:53 am

      Beh ma e’ esattamente quello che dico io al punto 5, no? Oggi posto lo spaccato delle mie trattenute, e poi confrontiamo con l’Italia.

      • Mario venerdì 1 giugno 2012 alle 5:12 pm

        Riguardo il problema della meritocrazia: è riduttivo dire che in Italia non esiste al contrario dell’australia. In Italia sicuramente è più accentuato ma non per un problema di noi italiani come pensi te ma perche il tessuto economico italiano è costituito maggiormente da piccole aziende gestite a livello familiare dove naturalmente per un estraneo è difficile crescere ma credo lo sarebbe pure in Australia ma anche in Papuasia, ti sfido a lavorare in Italia in aziende come Luxottica, Ferrero, Abbott, Ferrari e dirmi che la meritocrazia è assente.
        Un altra cosa: In Australia si pagano poche tasse o meglio ci sono più tasse indirette che dirette o meglio ancora la pressione fiscale è spostata più sul patrimonio ( vedi affitti alti, prezzi immobili alti, interessi alti) che sul reddito. Ma questa politica non è dovuta al problema del debito (voi avete il debito alto e noi no! Tiè!)(Vedi pressione fiscale in Giappone) ma ad una politica sicuramente più lungimirante di quella italiana. In Italia la pressione fiscale è notevolmente sproporzionata rispetto ai benefici che noi cittadini italiani abbiamo: ecco perche esiste tanto sommerso e purtroppo in questo momento è destinato ad aumentare.
        Caro albino io seguo i tuoi racconti da quando vivevi a Brisbane. Ti sei sempre definito un Viaggiatore ma a mio modesto parere non lo sei mai stato, sei un semplice immigrato con tutto rispetto naturalmente, Hai cercato un porto sicuro dove vivere e fortunatamente lo hai trovato. La tua piccola parentesi Giapponese è l’esempio lampante che non sei un viaggiatore ma una persona attenta al suo presente ma sopratutto attenta al suo futuro. Poiché non ti reputo un viaggiatore ti consiglio di finirla di fare paragoni tra l’Italia e altri paesi sopratutto in questo momento storico dove c’è gente che ha perso tutto, cè molta gente strozzata dalle banche e dallo stato e non per volere proprio.
        Ti consiglio il venerdì quando esci da lavoro, al posto di risparmiare soldi ( come credo tu fai visto che ti seguo da nn so quanti anni) di spenderli girando almeno un po’ l’australia e di postarci qualche bella foto e qualche racconto di questo bellissimo paese che ti ha ospitato e ti ha dato una possibilità

        Ps. se vuoi ti posto in maniere dettagliata il costo aziendale mensile di un dipendente che prende intorno ai mille euro.

        • albino venerdì 1 giugno 2012 alle 5:47 pm

          Beh questa del viaggiatore mi sembra un po’ una… beh. Viaggiatore nel gergo che ho introdotto qui nel blog non e’ una persona che viaggia tanto (i miei amici rimasti in Italia si fanno la vacanzetta all’estero molto ma molto più di me), bensì’ uno stato di vita di chi vive i posti invece di visitarli.
          Dici che il Giappone e’ stato una parentesi? Secondo me al contrario e’ questa mia permanenza attuale in Australia la parentesi, “sosta” obbligatoria per rimettere in carreggiata la carriera compromessa dal mio desiderio di vivere in Giappone.
          Ho cambiato casa, nazione e continente praticamente quasi una volta l’anno negli ultimi 5-6 anni, vogliamo contarla questa almeno?

          E comunque sia: no, non ho intenzione di girare ancora l’Australia (mi mancano solo Uluru, la tasmania e il northern territory e l’ho finita comunque eh…), visto e considerato che sono via di casa almeno 10-15 giorni al mese in viaggio di lavoro. Nel tempo libero, se permetti, resto a casa. In quanto a spendere, caro Mario, sapessi un po’ quanto spendo io… vabbe’.

  3. Gimmo venerdì 1 giugno 2012 alle 6:57 am

    Comunque senza andare dall’altra parte del mondo, in Svizzera la situazione e’ simile, e gli stipendi non scherzano… 😀

  4. francesco venerdì 1 giugno 2012 alle 5:08 pm

    sul punto 2 cosa intendi che è pieno di consulenti?
    Che tipo di consulenti?
    Per esempio, di management consultant ce ne sono così tanti?

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