Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Questo rapporto a distanza

E cosi’ venerdi sera ritorno alla Metropoli Tentacolare. Dire che non vedo l’ora e’ veramente troppo poco.

Ormai e’ diventato un appuntamento bimestrale piu’ o meno costante. E’ un po’ come avere un rapporto a distanza, se contiamo l’impazienza e la voglia di vedersi (in questo caso, mi sa, e’ un rapporto un po’ a senso unico), e la sofferenza del distacco (mia) e tutte queste cose qui.

Scommetterei che un casino di gente mi invidia, dentro e fuori la Metropoli. Vivo nel Paese della tranquillita’ e del benessere, pacifico in Australia per due mesi, uscendo dal lavoro alle 17 spaccate e facendomi la mia vita tranquilla. Ogni 8-10 settimane vado a passarmi due weekend a Tokyo, servito e riverito in hotel di lusso, con cene e tutte le spese pagate, e pure volo in business class come ciliegina sulla torta.

Bello, eh. Belle le feste con gli amici di Tokyo che sembrano quasi aspettarmi per fare casino, la rimpatriata bimestrale tutti insieme. E il non aver da preoccuparmi del lavoro, di timbrare il cartellino prima delle 8:30, del futuro, della gaijin card, della bolletta in giapponese, della spesa tirata con la frutta centellinata se vuoi arrivare a fine mese e avanzare qualcosa.

Devo dirlo? Diciamolo: sono soddisfatto. Potessi continuare cosi’ all’infinito, ci farei la firma.

Pero’… e’ strano. E’ come se tutti i problemi legati alla vita in Giappone quasi quasi a volte mi mancassero. E’ come se quasi quasi, in cuor mio, pur di poter restare li’ sarei anche disposto a fare la pazzia di riaffrontarli. La gente mi dice che sono un insoddisfatto cronico, ma non credo sia (totalmente) cosi’. E’ che sono un’anima in pena per questo rapporto complicato, a distanza, fatto di odio e amore, ma da cui non riesco a staccarmi e senza il quale non saprei vivere.

Rileggevo prima i nove punti che ho scritto nel vecchio link che ho postato nel 2011 prima di andarmene… di questi quanti sono ancora veri? Con quanti riuscirei a convivere, ora?

Comunque sia, menate a parte: fra qualche giorno torno a Surriento. Cioe’ a Tokyo. Questo e’ quello che conta. E finalmente!

4 risposte a “Questo rapporto a distanza

  1. arisio lunedì 23 luglio 2012 alle 4:29 pm

    L’ambivalenza nel rapportarsi al Giappone e’ cosa nota, ne soffrono in parecchi, da qualunque latitudine provengano, ne ho letto varie volte, l’accuso pure io che ci ho i suoceri indigeni…..quindi in teoria avrei un sacco di opportunita’, necessita’……poi forse nel tuo caso e’ solo e proprio Tokyo….sei giovane, puoi sempre peggiorare….yak!yak!

    A.

  2. majin martedì 24 luglio 2012 alle 2:35 am

    orca miseria alcune volte fai dei post in cui traspare un provincialismo che fa quasi tenerezza,mi ricordi quelli di Vigevano che venivano a Milano il sabato sera,buon viaggio e divertiti,kiwotsukete ne😀

  3. Alberto martedì 24 luglio 2012 alle 8:37 pm

    “Scommetterei che un casino di gente mi invidia”…. ma và???

  4. elicarmi martedì 24 luglio 2012 alle 9:31 pm

    tu puoi dirlo e farlo…molta gente invece no…ha nostalgia di un posto, gli manca, ma magari puo’ tornarci solo una volta nella vita…o forse mai…tu hai la fortuna di poterci tornare ogni tanto e godertela…quindi secondo me ti fai troppe pare…

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