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Piccola carrellata di orrori italinglesi

Alle volte leggendo articoli di giornale italiani (su internet e non) mi chiedo chi (abbia dato la laurea a certa gente che scrive) abbia deciso come tradurre le parole inglesi d’uso corrente in italiano. Certamente chi l’ha fatto non sapeva l’inglese.

Cosi’ e’ la vita, cari lettori. Alcune parole inglesi sono diventate e stanno sempre piu’ diventando d’uso comune nella nostra lingua, e il significato viene distorto perche’ in Italia nessuno o quasi sa l’inglese. Un po’ come gli anglosassoni che chiamano il salamino piccante pepperoni perche’ non sanno l’italiano…

Abbiamo un paio di esempi classici di vecchia data, legati al cibo. In Italia chiamiamo plum cake praticamente ogni tortino di forma rettangolare di pasta simil-muffin fatto nello stampo rettangolare del… plum cake. Esiste il plum cake alla mela, alla pera, all’arancia, al cioccolato… ma possibile che nessuno si sia mai accorto che plum cake in realta’ vuol dire “torta di prugne“?

Lo strafalcione culinario che mi fa ridere di piu’ comunque e’ il mitico roast beef, letteralmente “manzo arrosto”, che in Italia spesso viene scritto in maniera orrifica “rosbif”, rosbeef”, “rost beef”, eccetera. In Italia il roast beef all’inglese e’ di solito una fetta di carne arrostita e tagliata sottile, spesso con l’affettatrice, che molti mangiano cruda con olio e limone e/o rucola tipo carpaccio. Cos’abbia d’inglese questa ricetta non lo sa nessuno.
Belle anche le signore in macelleria che ordinano al macellaio “un chilo di rosbif” come fosse un taglio di carne, tipo lombata o costata.

Ma veniamo ai tempi moderni, all’era del computer e della globalizzazione. Siamo partiti dalla diffusione dello scanner, parola inglese che noi italiani non sapevamo come chiamare (scansionatore evidentemente suonava male). Ecco allora che il verbo “scansionare” e’ diventato “scannerizzare”, ovvero “usare lo scanner”. Bello.

Ma noi italiani siamo un po’ cosi’ no, ci piace chiamare le cose col loro nome per indicarle con precisione. Scansionare sa tanto di sonar e navi da guerra, non e’ una parola adatta alla vita d’ufficio. Un po’ come la parola web, che noi non potevamo certo chiamare ragnatela (a parte per la lunghezza) visto che in Italia ci piace che ogni parola abbia un senso tutto suo, preciso, mica siamo faciloni come gli anglosassoni. Il mouse mica potevamo chiamarlo topo, altrimenti l’avremmo confuso con l’animale. L’inglese invece, ammettiamolo, e’ una lingua povera dove le parole sono limitate e ci si capisce un po’ dal contesto, diciamo. Anche se a guardar bene qualche esempio al contrario magari c’e’, tipo la parola gelato, che secondo noi italiani va tradotta ice cream in inglese. Invece no: in inglese chiamano ice cream il gelato industriale, mentre quello artigianale “all’italiana” lo chiamano… gelato. Anzi, spesso lo chiamano gelati, plurale, e non ho mai capito il perche’.

Negli ultimi anni comunque di cacofonie d’origine inglese ne ho viste nascere di assurde. Mi piace quando i giornalisti negli articoli citano la la parola mobbing per indicare le molestie sul luogo di lavoro(derivato da mob, che in inglese semmai indica piuttosto una folla, un movimento di piazza) invece di usare quella corretta, in inglese, che semmai sarebbe harassment, o bullying. Poi non si capisce cos’avessero di sbagliato i corrispettivi italiani (molestie e bullismo); chi lo sa, forse serviva coniare una parola nuova per indicare il contesto lavorativo?

Bellissimo anche l’uso a-super-sproposito dell’espressione “lap dance“, che in Italia indica di solito il ballo sul palo (chiamato in inglese giustamente pole dance), e dove perfino il palo invece di “palo” viene chiamato “palo della lap dance”. LOL. Peccato che l’espressione in realta’ in inglese indichi un tipo preciso di ballo erotico a pagamento dove la tipa balla sul lap (= seduta in braccio) del cliente. Ah gia’, ma quello invece si chiama andare nel prive’. Giusto.

13 risposte a “Piccola carrellata di orrori italinglesi

  1. Emanuele domenica 30 settembre 2012 alle 9:30 pm

    Ma quando dici “in inglese” intendi proprio l’inglese o in generale l’anglo-american-australian-ecc.?

    Comunque mentre sono contrario all’abuso di termini inglesi, per esempio chiamare un ministero italiano “del welfare”, non mi dispiace se certi termini vengono adattati. Poi certo, il problema ce l’ha chi va all’estero e chiede un plum cake all’arancio e glielo portano alla prugna con un’arancia a parte.
    E ormai da anni dico “scannare” invece di scansionare o digitalizzare che sono troppo lunghe e vengo capito senza problemi quindi…😀

  2. andrea domenica 30 settembre 2012 alle 11:40 pm

    ho interrogato mamma’ e sorella e secondo me loro il roast beef lo fanno secondo tradizione british . (ho controllato pure le foto su google).

    mi sento sollevato….

  3. MOCHILEANDO POR ASIA lunedì 1 ottobre 2012 alle 1:33 am

    pepperoni mi ha sempre fatto un certo effetto!🙂 carino il post e il blog!

  4. umb lunedì 1 ottobre 2012 alle 2:11 am

    Niente batte il siparietto sugli esteri di certi telegiornali come rai news, titoli dei quotidiani stranieri tradotti a cazzo e senso degli articoli spesso totalmente frainteso. E dopo anni non riescono ancora a pronunciare iPad correttamente.

  5. majin lunedì 1 ottobre 2012 alle 3:03 am

    per me il top sono quelli che fanno footing

  6. Ale lunedì 1 ottobre 2012 alle 3:42 am

    hiking o trekking? :p

    • riccardo mercoledì 3 ottobre 2012 alle 9:53 pm

      Dall’ alto del mio mezzo secolo e piu’ di vita, segnalo che negli anni 60 la pubblicita’( allora solo Carosello) enfatizzava : si scrive Colgate si pronuncia “Colgheit”. Ma per l’Italia di allora era forse troppo e Colgate, Palmolive, Tide etc si pronunciavano in italiano come si leggevano e allora forse hanno lasciato perdere

  7. albino lunedì 1 ottobre 2012 alle 8:10 am

    Beh volendo ce n’era per tutti i gusti. Tipo Colgate letto colgate, o ancora meglio gli assorbenti carefree letto carefre’, ovvero perdendo TOTALMENTE il senso della parola “senza preoccupazioni”…

    • Bea lunedì 1 ottobre 2012 alle 11:22 pm

      Però Colgate e Carefree (che avevo notato anch’io) vengono pronunciati sbagliati anche nelle stesse pubblicità. In quel caso potrebbe anche essere una scelta commerciale fatta all’origine dalle stesse ditte. Poi ti entra in testa così com’è e il gioco è fatto.
      E “stage”, detto steig e inteso come tirocinio, dove lo mettiamo?

  8. Blossom lunedì 1 ottobre 2012 alle 1:03 pm

    Scannerizzare è invece il termine corretto, scansionare è sbagliatissimo.
    “quando invece i veri tecnici tendono, in ambiente italiano, a italianizzare alla meglio gli stessi anglismi, formando ibridi come softuerista, softuerizzare, scannerizzare, formattare, che sono tuttavia segno di una buona coscienza linguistica, queste formazioni possono essere accolte.” (Nencioni)
    Ma la questione è complicata, il De Mauro accetta pure “scandire”.
    Al post manca la parola shampoo, che ormai dovrebbe essere scritta, oltre che letta, sciampo. Senza paura.

  9. Alma sabato 6 ottobre 2012 alle 10:02 pm

    Sempre molto istruttivo, grazie!!

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