Alle porte di Tannhäuser

mondoalbino sbarca a Hong Kong

Archivi Mensili: settembre 2013

Frammenti

Guidare nella notte un fuoristrada rugginoso anni ’80 nel West End di Brisbane. Guida a destra, infradito ai piedi, la terza che non ingrana. Il profumo dei tropici, salotti hippy in case di legno, lavatrice in giardino.

In decappottabile verso la Gold Coast, il cielo alto il doppio, il sole largo il doppio, le onde grandi il doppio. Un’atmosfera da vacanza che non sembra finire mai, anche se non sei in vacanza e lunedi si torna al lavoro.

Fortitude Valley, un locale dietro l’altro. La domenica pomeriggio morta di Brisbane. Il viaggio occasionale a Melbourne, la city che vive e pulsa nel freddo dei grattacieli.

Stivali sporchi di terra rossa nell’outback, topi in casa. 47 gradi all’alba, 56 a mezzogiorno. La nuvola di vapore quando apri il rubinetto dell’acqua fredda, otto condizionatori accesi allo stesso tempo in casa. Vasca da bagno colma d’acqua perche’ il ciclone sta arrivando.

Zig-zag nel traffico di Kuala Lumpur. Raggiungere l’ufficio attraversando a piedi l’autostrada. Il pub del dopo lavoro, l’indiano di turno che cerca di dare un perche’ all’esistenza delle caste.

Namboku Line, uscita Roppongi san-choume. Concessionario Audi all’angolo, giu’ per la strada fino al Muse. A destra per Roppongi Hills. Le foglie dell’autunno che cadono dagli alberi, e le strade di Tokyo che magicamente restano pulite lo stesso.

Izakaya piena di gente, boccali di birra, nuvole di fumo. Orde di salaryman tutti uguali, camicia bianca maniche corte, pantalone nero d’ordinanza. Risate, l’occasionale sumimasen urlato alla cameriera.

Cena di lavoro, dopocena al bar di turno. Gente che canta al karaoke. Canzoni, whisky, combini, treno del ritorno, domani un altro giorno.

Guardare i vecchi amici su facebook 8 anni dopo che sei partito, sempre fermi nello stesso posto. Mentre affiorano frammenti e fotogrammi, e l’odore dell’aria che si respira agli angoli del mondo.

Cos’è successo nel frattempo

Dall’ultimo post:

Vado in Giappone una settimana si e una no. Mi accorgo ora del cambio di stagione (nella stagione si) e mi sa che quella passata e’ l’ultima settimana da maniche corte anche la sera. A Hong Kong invece mi sa che per altri 2 mesi pieni si va in spiaggia…

Sono stato in un bar in strada di comunistoni giapponesi, un po’ surfisti, un po’ pancabbestia. Tutti maschi tranne una tipa, fighissima tra parentesi, che cmq non era manco giappina (filippina in realta’). Ma si sa, alla donna giappa piace il dandy effemminato con le unghie laccate, il ciuffo sparato e che gira con Louis Vuitton e cardigan tinta pastello sulle spalle.  

Tra parentesi al lettore che non sia mai stato in Giappone non puo’ che sfuggire il significato di “bar in strada” accostato al Giappone. Dove anche in piena estate praticamente tutti i locali sono al chiuso.

Ho passato l’esperienza del mio primo tifone asiatico (ma colpito in pieno proprio, stile occhio-del-ciclone, mica come al solito che passano a 400km di distanza e viene solo una pioggia forte). Risultato? Una pioggia forte con vento.

Mi sono innamorato follemente di almeno due spiagge di Hong Kong. La prima, Long Ke (sotto) e’ un paradiso terrestre a 30 minuti dai grattacieli. La seconda, Shek O, e’ una spiaggia pulita e a volte con onde divertenti (tipo Gold Coast in Australia) a 10 minuti dai grattacieli. Vale la pena di aggiungere niente?

long-ke

Long Ke

shek-o

Shek O

Shek_O_Beach

Shek O

 

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